
Lamezia Terme - Mette al centro le nuove generazioni il progetto “AttivaMente 2.0 – Laboratori STEM per una cultura creativa”, voluto da ARCI, in sinergia con OPIS (Osservatorio per l’Inclusione Scolastica del Comune di Lamezia Terme) e con una rete di associazioni e realtà impegnate nel sociale attive sul territorio, come Aleph Arte, Terra del Sol e cooperativa Inrete, che daranno il proprio contributo nei campi della musica, dell’arte, del sapere scientifico e umanistico, in uno spazio di socialità e secondo una progettazione comune.
I laboratori, completamente gratuiti, avranno luogo negli spazi della Biblioteca Comunale “Oreste Borrello” a partire dall’8 aprile, per una durata di due mesi, e saranno aperti a ragazzi fra i 7 e i 14 anni suddivisi in due gruppi da circa 20 ragazzi ciascuno – Kids, dai 7 ai 10 anni, e Teens, dagli 11 ai 14. Le attività previste spaziano dalle discipline STEM – a carattere scientifico, gestite dal formatore Giuseppe Volpe – con percorsi di robotica, programmazione e coding orientate al gaming, ovvero alla creazione di videogiochi, con un programma orientato a blocchi che prevede la scomposizione di un progetto complesso in parti più semplici, e lo sviluppo del pensiero computazionale. “In realtà i ragazzi apprenderanno giocando”, spiega Volpe, che partirà da un corso di alfabetizzazione informatica per insegnare ai giovani, più abituati all’uso del cellulare e del tablet, a ritrovare dimestichezza con il pc. “Il gaming è oggi uno dei mercati più floridi”, sottolinea Antonio Scaramuzzino, rappresentante di ARCI, “e il game designer è una figura professionale ricercata, che offre ottime chance per entrare nel mondo del lavoro”. Ma oltre alla programmazione, all’uso della stampante 3D, alla creazione di video, allo sviluppo delle capacità creative attraverso la musica e l’arte della ceramica, il progetto offre di più. “Abbiamo anche un laboratorio di umanesimo digitale”, spiega il formatore Pasqualino Scaramuzzino, “che si propone di mettere l’uomo al centro dei processi di digitalizzazione. L’obiettivo sarà quello di sviluppare accanto alle competenze tecniche anche le life skills e le soft skills – pensiero critico, adattabilità, processi empatici, gestione del tempo – oggi molto ricercate e valorizzate sul mercato”. Il tutto ponendo i ragazzi al centro di una comunità educante, costituita, nelle intenzioni del presidente di Opis Saladino, “dalle famiglie, dalla scuola, dalle associazioni, attraverso la creazione di un senso di comunità e di corresponsabilità educativa, che aiuti a far crescere nei giovani l’autostima, l’aspetto cognitivo ed emotivo relazionale, andando incontro alle situazioni complesse che si presentano”.
Giulia De Sensi
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