
Lamezia Terme - Uno studio che riporta la scoperta del primo caso noto di processi di biomineralizzazione a due fasi nel regno animale. È da alcuni giorni disponibile, sulla rivista scientifica “Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology” specializzata nel campo paleontologico e paleoecologico, la pubblicazione “Double-phased controlled and influenced biomineralization in marine invertebrates: The example of Miocene to recent reef-building polychaete cirratulids from southern Peru”, frutto della cooperazione di sette ricercatori afferenti a ben otto enti ed istituzioni di tre distinti paesi (Italia, Repubblica Ceca e Stati Uniti d’America). Tra gli autori figura anche il lametino Francesco D’Amico.
La pubblicazione scientifica, è spiegato in una nota "marca la scoperta di quella che è stata definita dagli autori come biomineralizzazione “bifasica”, ossia di un processo che vede organismi complessi – in questo caso, anellidi policheti biocostruttori della famiglia Cirratulidae – creare un’impalcatura resistente all’interno della quale vivere e proteggersi dai predatori mediante un processo in due fasi che vede la formazione di un primo livello della biocostruzione, frutto della cosiddetta “biomineralizzazione controllata”, seguito dal riempimento delle lacune presenti all’interno nelle colonie mediante un secondo tipo di biomineralizzazione, quella “influenzata”. Si tratta di processi normalmente distinti e non coesistenti nel regno animale, applicati da numerose specie in modo del tutto indipendente: i policheti cirratulidi risultano pertanto essere il primo, e ad oggi anche l’unico, caso noto di coesistenza di più tipi di biomineralizzazione nel regno animale".
Lo studio - fanno sapere - si è articolato mediante l’analisi comparata di biocostruzioni a policheti cirratulidi del Sud America, nello specifico del Perù. Sono stati infatti presi in esame diversi campioni fossili di Diplochaetetes mexicanus e di esemplari attuali appartenenti alla specie Dodecaceria fistulicola, il tutto mediante strumentazione da laboratorio avanzata e metodi di analisi statistica, per descriverne le strutture e le peculiarità chimico-mineralogiche con un grande livello di dettaglio. Oltre alla scoperta del nuovo tipo di biomineralizzazione, lo studio ha anche trovato correlazioni mai individuate prima tra i parametri chimici e morfologici di queste biocostruzioni, di fatto aprendo a nuove prospettive nel campo dello studio di biocostruzioni fossili e attuali.
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