Lamezia, echi pirandelliani nell'era dei social: Micol racconta "Così è (se vi pare)" in scena al Grandinetti per AMA Calabria

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Lamezia Terme - Sarà in scena al Teatro Grandinetti il 22 febbraio alle 21, e il giorno successivo a Catanzaro, per la Stagione di AMA Calabria, una delle più famose commedie del teatro pirandelliano, “Così è (se vi pare)”, con la regia di Geppy Gleijeses, e un cast di prim’ordine che vedrà nei ruoli principali Milena Vukotic, Gianluca Ferrato e Pino Micol, che sarà il signor Laudisi, quasi un alter ego del celeberrimo autore. Micol ne racconta in anteprima le sfumature, penetrando il pensiero pirandelliano, espresso appieno in questo capolavoro.

Qual è l’attualità più profonda del “Così è (se vi pare)” pirandelliano, nell’epoca dei social media?

“I social costituiscono una sorta di deformazione del pensiero pirandelliano. Infatti, nel programma generale della sua opera, e in particolare in questa commedia, Pirandello vuole mettere in risalto come la verità non sia qualcosa di univoco, e dunque come non ne esista una sola: la verità, in altre parole, non è oggettiva ma personale: è quello che ciascuno crede che sia. Le stesse persone possono essere viste in modo diverso, ma sempre plausibile. I social questo concetto l’hanno deformato, avallando che si possa dire qualsiasi cosa di tutto e di tutti, e che qualsiasi cosa vada bene. Ma questa è solo superficialità, una forma di scioccheria dalla quale dovremmo guarire, o forse sperare di non ammalarci mai”.

Cosa ha provato ad interpretare, per la prima volta nella sua carriera, quello che possiamo definire il protagonista della commedia, il signor Laudisi?

“Ho provato l’emozione di esprimere il pensiero di Pirandello, perché Laudisi è un po’ lui che parla: piuttosto che scrivere un saggio – che forse sarebbe risultato noioso – la sua filosofia si esprime attraverso questo personaggio, estremamente profondo ma anche estremamente divertente. Perché Pirandello aveva molto a cuore il senso dell’umorismo, dunque cerca di esprimere concetti profondi divertendo. E ci riesce perfettamente”.

Come ha vissuto il rapporto con un grande regista come Gleijeses – uno dei tanti che l’hanno diretta – e con il cast straordinario che ha messo insieme per questa commedia?

“Ѐ stato un rapporto ottimale, di reciproca stima e affetto, che si è consolidato a mano a mano. Appunto, di registi ne ho visti tanti, e non mi aspettavo di restare ancora positivamente sorpreso. Il risultato che lo dimostra è il successo dello spettacolo, notevole dalla Calabri al Friuli. Anche con il cast mi sono trovato bene, particolarmente con Milena Vukotic: è stato come se avessimo lavorato insieme da sempre. Ci conoscevamo solo superficialmente, ma pareva di aver già fatto con lei almeno cento spettacoli. Una bella esperienza”.

Lei, nella sua lunga carriera, era già stato a recitare in Calabria. Che immagine ha di questa terra?

“In Calabria sì, ma a Lamezia no. Certo, ogni tanto mi capita di arrivare in un luogo convinto di non esserci mai stato e poi vedo un luogo o un teatro che mi ricorda il contrario, dunque chissà. Di sicuro ho visto Cosenza, Reggio, Catanzaro, e soprattutto ricordo la bellezza di Tropea. In Calabria avete dei paesaggi e un mare che è bello come pochi in Italia, peccato non sia un luogo facile da raggiungere con le vie di comunicazione attuali: dunque invidio molto chi vive qui e può ammirare tutto questo ogni giorno”.

Giulia De Sensi

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