A dicembre elezioni provinciali, si rinnova solo Consiglio: è fermento anche a Lamezia

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Catanzaro - Segreterie politiche in fermento in vista delle elezioni di "metà mandato" per il rinnovo del Consiglio provinciale di Catanzaro. Non c'è ancora la data ufficiale ma a stretto giro il presidente Amedeo Mormile firmerà il decreto di convocazione dei comizi elettorali. La competizione elettorale, per effetto della legge Delrio, non riguarderà la poltrona di presidente: Mormile, infatti, resterà in carica per altri due anni mentre l'elettorato attivo e passivo sarà ancora una volta composto dai sindaci e dai consiglieri degli 80 comuni della provincia di Catanzaro. In virtù del voto ponderato che assegna maggiore "peso elettorale" ai rappresentanti dei centri più grandi, saranno ancora una volta i Consigli comunali di Catanzaro e Lamezia ad avere la possibilità di eleggere il maggior numero di rappresentanti. Nelle elezioni del 2021, tuttavia, solo il consigliere comunale di Lamezia, Davide Mastroianni, riuscì a fare il salto a Palazzo di Vetro centrando l'elezione nella lista civica diretta emanazione di Forza Italia. Mastroianni sarà, dunque, ricandidabile mentre quello che emerge dal quadro politico della città di Lamezia è che non ci saranno rappresentanti lametini nel lista del Pd per il rinnovo del Consiglio provinciale. L'unica eletta nel civico consesso della città della Piana è infatti la professoressa Aquila Villella, la quale ha rassegnato le dimissioni a settembre scorso. Al suo posto, è subentrato Dario Arcieri, primo dei non eletti della lista dei democrat ma che nel frattempo ha aderito (come molti ex dirigenti del Pd di Lamezia) al partito di Carlo Calenda, Azione.

Elezioni di secondo grado, dunque, nell'attesa che intervengano provvedimenti governativi in grado di riportare l'elezione diretta dei rappresentanti dell'ente intermedio. La riforma delle province, infatti, è attualmente al vaglio della commissione Affari Costituzionali: si tratta di un testo che darebbe nuovamente potere e legittimazione alle istituzioni territoriali, sia rafforzando l'istituzione della provincia che reintroducendo l'elezione diretta dei suoi rappresentanti.

Bruno Mirante

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