Lamezia, contrasto alla povertà educativa nel progetto Caritas “OffLab” che coinvolge le scuole del territorio

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Lamezia Terme - Si chiama OffLab (Officine Laboratoriali) il progetto di Caritas in collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII e alcuni Istituti Comprensivi del territorio, realizzato con fondi comunitari, e nato per contrastare la povertà educativa in alcune zone della città e del comprensorio, soggette a fragilità non solo di tipo economico ma anche sociale e culturale. “Sono spesso zone periferiche, ma in realtà sono centro della nostra attenzione come Diocesi”, spiega il vescovo Monsignor Serafino Parisi, che definisce l’iniziativa “non di tipo emergenziale ma strutturale, cioè di lungo periodo e finalizzata ad eradicare le cause profonde del disagio, perché nostro compito è interessarci all’uomo e alla sua crescita integrale: guardare la realtà, leggerla, saperla interpretare, servirla; servire dunque la storia, perché l’umanità possa parteciparvi con la stessa dignità dappertutto”. “In realtà, il fatto che Caritas decida di portare avanti progetti simili evidenzia sempre la presenza di situazioni di disagio”, sottolinea il direttore di Caritas Diocesana don Fabio Stanizzo, “ma ciò che dobbiamo fare è evitare di alimentare l’assistenzialismo ed entrare in contatto profondo con le esigenze del territorio, anche attraverso il dialogo privilegiato con i parroci e le realtà parrocchiali. OffLab si propone in particolare di coinvolgere le scuole – hanno aderito gli I.C. don Milani, Manzoni-Augruso, Sant’Eufemia, don Saverio Gatti, Maida – avviando un processo a lungo termine che, come nello stile di Caritas, non si esaurirà con la fine del progetto”.

Un progetto che avrà comunque la durata di ben 19 mesi, coinvolgendo i bambini della primaria, non solo di etnia Rom e migranti, come era stato fatto in precedenza, ma con un respiro più ampio, andando ad incidere nella loro formazione di cittadini, e coinvolgendo le famiglie. “Adotteremo una metodologia multidisciplinare”, spiega la coordinatrice del progetto Alessandra Cugnetto, “con operatori esperti in diversi ambiti, ma tutti saranno coinvolti in percorsi di formazione specifici, per imparare ad usare lo stesso linguaggio con i bambini e a individuare segnali di disagio o sintomi di violenza, in modo da saper intervenire nel modo giusto. In orario extracurriculare sarà attivata un’Officina Artistica, con laboratori teatrali o fotografici; un’Officina Sportiva, con la possibilità di praticare arrampicata, calcio o basket, e la disponibilità del campetto della Diocesi e di alcuni spazi parrocchiali; infine, in orario curriculare, l’Officina di Cittadinanza Attiva sui temi della legalità, dei diritti umani, della fratellanza universale. Poi, dopo i primi mesi e l’avvenuto contatto con le famiglie, saranno attivati laboratori sulla genitorialità, con la disponibilità di esperti e sportelli d’ascolto.  Eventi particolari saranno organizzati in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, dei Rom e dei Migranti. Il progetto sarà scandito inoltre da eventi di comunicazione: a questo di presentazione, seguirà un evento intermedio, e poi uno finale di verifica dei risultati”.

Presenti alla presentazione anche alcuni dirigenti delle scuole coinvolte, in particolare la dottoressa Mongiardo dell’I.C. Manzoni Augruso, e la dottoressa Quattrone dell’I.C. don Saverio Gatti, che hanno offerto tutta la propria disponibilità e l’entusiasmo dei docenti a partecipare ai corsi di formazioni proposti e a collaborare nelle attività del progetto. Presente all’evento, con l’assessore alla Cultura Gargano e alle Politiche Sociali Bambara, anche il sindaco Mascaro che ha definito l’iniziativa “un enorme graditissimo contributo per noi amministratori, perché un laboratorio è un luogo in cui un bambino crea, costruisce, lascia il segno, e si innamora dell’arte, della cultura, dello sport creando nuove possibilità, individuando stili di vita corretti e opportunità di socializzazione, e diventando così protagonista di un nuovo civismo”.

Viene inoltre annunciato durante la presentazione il programma della VII Giornata Mondiale dei Poveri, che cade il 19 novembre, ma sarà festeggiata dalla Diocesi giorno 23: “I ragazzi saranno invitati a riflettere con i loro insegnanti di Religione su un passo dal Libro di Tobia: “Non distogliere lo sguardo dal povero”, spiega don Stanizzo, “successivamente ci sposteremo al Complesso di San Benedetto, dove da quel giorno sarà spostato e ampliato il Centro Diurno Diocesano: qui sarà attivo il servizio docce e vestiario, ovvero le persone che ne hanno bisogno potranno venire fin dalla mattina a lavarsi, indossare vestiti puliti e lavare i propri, fare colazione, essere accompagnati dal medico, essere ascoltati, pranzare in maniera dignitosa. Abbiamo realizzato, visto che soprattutto dopo il covid riceviamo anche la visita di famiglie, anche un locale espressamente dedicato ai bambini, in cui potranno consumare i pasti senza attraversare il trauma di un ambiente dove spesso si vive un disagio. La stanza, colorata e attrezzata per loro, sarà affacciata sul piazzale in modo che possano anche uscire a giocare. Intanto si sta procedendo ad avviare i lavori per l’Auditorium e per la piazza del Complesso. Apprezziamo che molti ragazzi si stiano proponendo come volontari per la nostra Cittadella della Carità, collaborando anche con il centro Odontoiatrico, e donando il loro tempo agli altri”.

Giulia De Sensi

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