
Lamezia Terme - La dirigente scolastica, Antonella Mongiardo, rende noto di aver inviato una lettera aperta al Ministro Valditara e, per conoscenza, al Consiglio regionale e all'USR Calabria, “sull'equivoco in cui alcuni politici sono caduti (forse per poca dimestichezza con la materia scolastica) a proposito delle soppressioni di scuole, fraintendendo le linee guida regionali”. Nella missiva la dirigente esprime il suo “rammarico sul modo improprio con cui la nuova normativa sul dimensionamento scolastico è stata applicata in alcuni comuni e province calabresi, in particolare Catanzaro e a Lamezia Terme, dove le proposte di riorganizzazione della rete scolastica hanno avuto la capacità di unire tutto il mondo della scuola (dirigenti, personale, sindacati e famiglie) in un coro unanime di malcontento. Eppure, in questa vicenda del dimensionamento provinciale, la cosa più sconcertante, a mio personale parere, è la maniera distorta in cui sono state lette le norme sul dimensionamento da parte di chi ha voluto far credere all’opinione pubblica che fosse partito dalla regione Calabria una sorta di diktat sulla soppressione di un certo numero di dirigenze scolastiche autonome, in gran parte concentrate a Catanzaro e a Lamezia Terme. ‘Purtroppo, dobbiamo sopprimere 4 dirigenze a Lamezia Terme, queste sono le indicazioni che ci sono state imposte dall’alto’. Con quest’affermazione alcuni politici lametini, senza neppure convocare i dirigenti scolastici per sentirne il parere e raccogliere le loro proposte, hanno gettato la mannaia su dirigenze autonome, smembrando grandi scuole storiche e accorpando realtà eterogenee, nonché prevedendo colossi di 2000 alunni, perché secondo loro questo diktat sarebbe arrivato dalla Regione”.
Per Mongiardo si tratta: “di una affermazione falsa, non soltanto perché è stata smentita dalla stessa vicepresidente della Regione Giusi Princi, ma soprattutto perché deriva da una lettura sbagliata dei dati forniti dalle linee guida regionali. Da premettere, intanto, che Lei stesso, ministro Valditara, ha chiarito che la ratio della legge di bilancio è quella di eliminare il più possibile le reggenze e, dunque, favorire gli accorpamenti, creando nuovi presidi scolatici di 900/1000 alunni in base ai parametri indicati dal decreto interministeriale Mim/Mef. Tant’è vero che nelle linee-guida regionali si legge a tal proposito: “L’istituto della reggenza rappresenta una misura eccezionale motivata da esigenze specifiche e contingenti connesse alla gestione dell’organico da parte dell’USR e non utilizzabile per attivare ulteriori autonomie rispetto al contingente di DS assegnato”.
Ciò significa, spiega ancora la Mongiardo nella lunga lettera: “che non è vero che debbano essere ridotte le dirigenze scolastiche. Anzi, al contrario, in ogni regione il numero complessivo delle dirigenze scolastiche non deve essere intaccato, se mai si può aumentare il numero delle sedi rispetto al numero dei dirigenti in organico. Veniamo, ora, all’equivoco sui numeri delle dirigenze da sopprimere. Si legge nelle linee guida: “Alla luce dell’assetto normativo delineato dalla legge di bilancio n. 97 del 19/12/22, attuativo della riorganizzazione del sistema prevista nel PNRR, a decorrere dall’a.s.2024/25, i criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei d.s.g.a. dovranno tenere conto della popolazione scolastica regionale e degli sviluppi demografici nel prossimo triennio. Il numero delle autonomie riconosciute alla Regione Calabria per l’a.s.2024/25 (Schema di Decreto Interministeriale del MIM del 24/05/2023) è pari a 281, contro le 360 dell’anno precedente. Sono, pertanto, 79 le autonomie da sopprimere che rapportate alla popolazione scolastica ed alla densità abitativa di ciascuna Provincia, Città Metropolitana fotografano il seguente assetto: Provincia Catanzaro 14; Provincia Cosenza 29; Provincia Crotone 8; Provincia Vibo Valentia 11; Città Metropolitana Reggio Calabria 17”.
Ebbene, questi numeri: “sono stati interpretati, probabilmente, da qualche politico nel senso che si debbano sopprimere in Calabria 79 dirigenze scolastiche autonome”. In conclusione della lunga e dettagliata missiva, afferma come “i numeri contenuti nel documento sono dei parametri di riferimento su quante (non su quali!) debbano essere le autonomie da eliminare dal computo dell’organico dirigenziale, non sono numeri imposti per la soppressione di scuole, come è stato detto da qualcuno, forse per disinformazione o per poca dimestichezza con la materia scolastica. Dunque, nessun diktat dall’alto sulle dirigenze da sopprimere a Catanzaro o a Lamezia o in alcun altro luogo. È, invece, una responsabilità esclusivamente delle province fare dei piani di fusioni o soppressioni, che, a parer mio, se fossero davvero sensati e rispettosi della ratio della norma, non dovrebbero andare ad intaccare dirigenze “vive”, ma dovrebbe creare nuovi presidi scolastici mediante accorpamento di scuole che, di fatto, non saranno più autonome o, in certi casi, non lo sono più da anni”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
