
Catanzaro - Da una parte la carenza di lavoratori stagionali, dall'altra l'alto tasso di contratti irregolari registrato in Calabria in ultimo dall'Ispettorato del lavoro. Sono diverse e a tratti contrapposte le problematiche che si affacciano alla vigilia della stagione estiva in Calabria e attorno ai quali associazioni di categoria e sindacati si stanno mobilitando.
L'assenza di lavoratori stagionali è un problema non nuovo e anche in Calabria nelle principali località turistiche si registra una difficoltà a reperire il personale, da qui anche un boom di richieste di lavoratori stranieri non appena è stato varato il decreto Flussi. Ma a quanto pare le criticità restano e si calcola un vuoto di quasi il 40% dei posti secondo le stime fatte dalle associazioni di categoria rispetto agli anni passati, nonostante un trend in aumento di nuove strutture ricettive nel campo dell'ospitalità ma anche dell'enograstronomia. Una risposta a questa carenza di domanda è stata data al reddito di cittadinanza, che potrebbe aver disincentivato la stagionalità.
A far da contraltare a questa difficoltà nel trovare personale, però, ci sono gli ultimi dati forniti sull'alto tasso di contratti irregolari registrati in Calabria dall'ispettorato del Lavoro. Nonostante un campione molto basso di strutture analizzate, durante un controllo straordinario di qualche giorno fa, che ha riguardato diverse aziende in tutta Italia, le irregolarità registrate hanno raggiunto picchi forse impensabili: il 76% delle aziende è risultato irregolare, con picchi del 95% al Sud e del 78% al Nord Ovest. E in Calabria si raggiungono picchi del 99%. In Italia su 2.364 posizioni lavorative verificate, gli accertamenti hanno fatto emergere 809 situazioni di irregolarità e 458 lavoratori “in nero”, fra cui 16 minori e 101 lavoratori extra Ue (tra i quali 18 senza permesso di soggiorno).
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