Lamezia, al liceo scientifico parte la "Maratona della Legalità". Procuratore Manzini ai giovani: “Bisogna scegliere da che parte stare”

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Lamezia Terme - "Maratona della Legalità" presso il Liceo scientifico "Galilei" di Lamezia che si conferma tra gli appuntamenti più importanti del panorama scolastico calabrese. Al via da oggi, infatti, una "cinque giorni" di assoluto prestigio con il primo appuntamento dal titolo “A scuola di legalità”. Dopo i saluti iniziali della dirigente, Teresa Goffredo, che ha messo in risalto il significato dell’iniziativa parlando di “sinergia con le istituzioni del territorio, in particolare le forze dell’ordine, perché la legalità è quotidianità”, la parola ai relatori introdotti dalla docente, Paola Veltri. Il procuratore Marisa Manzini, ha sottolineato subito il senso della manifestazione parlando ai ragazzi dicendo che “bisogna vivere nella legalità, nel rispetto della dignità e nel rispetto delle altre persone. A queste latitudini il rispetto e la dignità non sono scontate, sono calpestate. Allora - ha esortato - conoscere la presenza di chi non lavora nella legalità è fondamentale perché bisogna conoscere e sapere da che parte stare. Se dalla parte della legalità o dall’altra parte”. La Manzini ha poi spiegato la sua funzione di magistrato inquirente, parlando della “presenza asfissiante della ‘ndrangheta, l’organizzazione più potente e invasiva del mondo”. La Manzini ha altresì sollecitato i ragazzi a “prendere coscienza di questo e stare attenti perché è estremamente pericolosa. Anche in questo territorio pur se non ci sono gli omicidi degli anni scorsi, esiste un pericolo per commercianti che magari pagano il pizzo senza reagire, esiste il traffico di droga. Allora bisogna pensare che questo deve riguardarci tutti. Dovete avere atteggiamenti giusti e tenere gli occhi aperti, perché lo Stato è vicino e la presenza delle forze dell’ordine è fondamentale. Vi invito a non girarvi dall’altra parte e stare dalla parte giusta, grazie anche al lavoro delle scuole e spero anche a quanto fanno i vostri genitori”.

Dopo la Manzini, l’intervento del colonnello Sergio Molinari, comandante del gruppo carabinieri di Lamezia. “Il rispetto delle regole, dell’ambiente e la cultura della legalità - ha detto - sono alla base della nostra convivenza. Si tratta di capire come vivere e riflettere su questa tematica e su quanto detto dalla dottoressa Manzini. Oggi c’è più attenzione nelle scuole e dovete approfittare di queste iniziative per aumentare la vostra consapevolezza e conoscenza”.

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Anche dal colonnello della Guardia di finanza, Michele Di Nunno l’invito a “percorrere la maratona della vita, che vi auguro di vincere alla partenza e quindi occorre avere già dentro quello in cui si crede. La legalità è fare una scelta e capire da che parte uno vuole stare soprattutto a queste latitudini. La legalità - ha sottolineato ancora Di Nunno - non devono praticarla solo i procuratori o le forze dell’ordine ma tutti voi, tutti i cittadini a prescindere dalla scelta lavorativa di ognuno di noi”.

Un contributo al dibattito è arrivato pure da Giuseppe Pandolfo, presidente del consiglio ordini avvocati, che ha stigmatizzato “gli atti pervasivi della criminalità che provengono da comportamenti di tolleranza e di rassegnazione. Ai ragazzi dico di essere intransigenti e di applicare questo stile di vita nella quotidianità con comportamenti legali”. Angelina Silvestri, presidente della sezione penale del Tribunale di Lamezia, si è soffermata “sull’importanza di iniziativa di questo genere. La cultura della legalità è importante, come quella che con molti ragazzi abbiamo avuto in occasione di assistere ai processi. Si tratta di momenti di crescita formativa ed educativa. Legalità significa rispetto. In questo territorio - ha affermato - ci sono tante difficoltà e al Tribunale pendono tanti processi per reati di ‘ndrangheta, di violenza, di estorsioni. La presenza della ‘ndrangheta significa arretratezza e si combatte con un atteggiamento netto di rifiuto”. Una prima giornata arricchita dalle numerose domande poste dagli studenti alle quali hanno risposto con puntuale chiarezza i relatori.

Antonio Cannone

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