Lamezia, attivo unitario dei Sindacati: "Tutela e diritti per i forestali, pronti alla mobilitazione"

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Lamezia Terme - Tutela del lavoro, rispetto dei contratti che non si rinnovano da 10 anni, e garanzia per affrontare le emergenze ambientali. A Lamezia si è riunito l'attivo territoriale del settore forestale delle province di Catanzaro, Crotone Vibo Valentia. Un comparto importante con circa 4000 addetti che si appresta alla mobilitazione del 12 maggio se le richieste rimarranno inascoltate. L'incontro di Lamezia è stato presieduto da Rinaldo Tedesco, segretario generale della Flai-Cigl area vasta che ha messo l’accento “sull’importanza di una iniziativa che guarda al mondo del lavoro nel suo complesso. L’attivo odierno sta a significare che noi siamo pronti ad una mobilitazione più forte prevista per il 12 maggio se la Regione non darà risposte e tenterà di trovare una soluzione adeguata a quelle che sono le esigenze del comparto, ma anche per l’ambiente come i fatti recenti dimostrano. Con poca pioggia si portano via i ponti. Quindi noi riteniamo opportuno - ha aggiunto Tedesco - dare una luce su questo settore che è importante per la Calabria”. Tedesco ha parlato poi dei tentativi di interlocuzione con la Giunta regionale, affermando che “c’è stata e anche da tempo per avere risposte sul rinnovo del contratto che è scaduto da oltre 10 anni, dal 2012. Quindi si intuisce che noi vorremmo sapere che idee ha la Regione su questo settore. È un’interlocuzione aperta ma lenta che non da risposte e quindi da qui le manifestazioni come quella di oggi, e quella del 12 sotto la Cittadella per rivendicare quello che questo settore chiede”.

Dopo Tedesco, ha relazionato Daniele Gualtieri, segretario generale della Fai-Cisl Magna Grecia. Anche dal suo accorato intervento, è stata messa al centro “l’importanza di un settore che ha bisogno di interventi e risorse ma allo stesso tempo di un ricambio generazionale per cercare di recuperare le aree interne, ma anche per cercare di creare occupazione in un territorio che ha fatto della forestazione un’industria. Noi - ha sottolineato Gualtieri - siamo per una forestazione che sia produttiva e soprattutto riconosca i diritti agli operai, ai lavoratori rispetto alle competenze, alle maestranze e alle mansioni che svolgono ma anche la richiesta di un recepimento di un contratto regionale che oramai da un decennio non viene rinnovato. Per questo abbiamo necessità di tutelare i lavoratori e dare risposte per le sorti di questo territorio, e dove vi è necessità di investire in un servizio che è l’antincendio, fondamentale per prevenire la lotta agli incendi boschivi e per fare in modo di fare quelle opere di rimboschimento che negli anni passati hanno costituito un’eccellenza”. Per Gualtieri insomma, si “deve non solo investire ma anche programmare”.

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Sulla stessa lunghezza d’onda, Pasquale Barbalaco, segretario della Uila-Uil Calabria che ha parlato di “giornata importante qui a Lamezia che viene a seguito di una serie di assemblee fatte su tutti i territori regionali che adesso concludiamo con questo attivo unitario per poi avviarci alla mobilitazione del 12 maggio. Noi riteniamo - ha rimarcato Barbalaco - che il settore forestale è importante e deve comunque avviarsi verso un percorso di rinnovamento. E se noi lo iniziamo adesso molto probabilmente fra qualche anno questo settore in Calabria sparisce. Per questo stiamo chiedendo alla Giunta regionale un rinnovamento del settore, lo sblocco del turnover, nuove assunzioni ma anche quello che riguarda la riqualificazione degli operai che in questi anni hanno lavorato con qualifiche superiori e che ad oggi hanno un livello inferiore”. Barbalaco ha, infine, sottolineato l’importanza dell’unitarietà delle sigle sindacali: “Noi lavoriamo sempre unitariamente soprattutto quando le vertenze sono importanti come questa. La forestazione in Calabria è uno dei settori strategici, un’industria che negli anni ha dato economia a questo territorio. Ed è giusto che questo settore continua ad esistere per la salvaguardia e la prevenzione del dissesto idrogeologico, per il rimboscamento delle aree interne e per evitare di conseguenza anche lo spopolamento delle aree interne”.

A. C.

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