
Lamezia Terme – La celebrazione della liturgia della ‘Passione del Signore’ svoltasi in Cattedrale con relative preghiere, canti e letture e, a seguire, la Processione del Cristo Morto e della Madonna Addolorata accompagnata dalla banda musicale intonante assieme ai fedeli il ‘Canto della Passione di Gesù e il Santo Rosario’ ha onorato seguendo lo stabilito itinerario il Venerdì Santo in città. Parte del corteo si è dapprima ritrovato nella Parrocchia di San Teodoro Martire dove è stata celebrata da don Giuseppe la Passione del Signore. La manifestazione religiosa si è diramata lungo le vie del centro storico con Gesù morto e la Madonna Addolorata, portati l’Uno dietro l’Altra, sino allo spazio tra via Torre e il Seminario vescovile dove li attendeva il Vescovo Parisi, Don Carlo Cittadino che aveva celebrato precedentemente, in Cattedrale, la Passione del Signore e altri sacerdoti e canonici. Sempre qui sono stati raccolti altri fedeli, le forze dell’ordine, il sindaco Paolo Mascaro e i rappresentanti dell’Amministrazione comunale. Tutti assieme hanno percorso alcune vie del centro cittadino arrivando in Cattedrale dove è stata impartita la benedizione da Sua Eccellenza, volta sempre nel segno del ringraziamento: “Ringraziare il Padre, che ci fa guardare oltre le ferite e la sofferenza”.
Davanti al duomo cittadino le due statue raffiguranti la Vergine Addolorata e il Cristo morto sono state affiancate, e rivolte, verso l’occhio dei tanti fedeli pronti e ansiosi nel rivedere le due Sacre figure ricongiungersi, con la significativa sofferenza che la Madre vestita a lutto e trafitta dal dolore prova per il Figlio morto; sì morto, ma per noi e per la nostra salvezza, che, con l’arrivo della Pasqua Resusciterà. “È un segno quello che ci vuole lasciare il Venerdì Santo - ha precisato Sua Eccellenza - per vivere e testimoniare la nostra fede in Gesù morto, ma che con la sua morte apre la via alla nostra vita. Il Venerdì Santo - ha continuato il Presule - intende introdurre tutti gli uomini nel grande silenzio che si inserisce nelle parole, non dette, durante i momenti tragici e dolorosi che ci scuotono”.

“Un silenzio quello del Venerdì Santo - ha detto ancora - nel quale l’umanità deve aspettare ma non invano, perché nella croce, nel dolore, c’è la risposta. Nel letto del dolore - ha rafforzato Monsignor Parisi - la sofferenza non ha l’ultima parola, l’ultima parola si trova nell’amore di Dio che ha la sua aurora nella Pasqua e nel suo vangelo, che è Parola di vita e amore. Una Parola che ci consente di guardare oltre, e, facendo riferimento alle opere di Lucio Fontana e le sue ‘tele squarciate’, un modo per dare attraverso le fessure della tela strappata la possibilità, al nostro cuore, di vedere oltre”.

Si è trattato come accade sempre in queste occasioni di momenti pregnanti, iniziati con un lungo cammino di fede, la rappresentazione di un figurato Calvario, che termina con un ricongiungimento finale, per quanto doloroso, fra la Madre e il Figlio, che hanno suscitato emozioni tra il pubblico dei fedeli presenti, in un momento che forse è il più importante di tutto il calendario liturgico della chiesa cattolica. Il cammino di fede è iniziato con la manifestazione religiosa che è partita dalla Chiesa Parrocchiale di San Teodoro in Largo Bonacci, seguendo le vie del centro storico stanti in Via Giove, Via Marte, Via Mosconà, Via Serra, Via dei Normanni, Via Niola, Via Mosconà, Via SS. Salvatore, Largo Statti, Via Federico II e la tappa in via Torre dove si sono aggregati il Vescovo e la restante folla, per continuare sino a piazza F.A. D'Ippolito, via Lissania, via Ubaldo De Medici, via Mario Paola, piazza Mazzini, via Carducci, Corso Nicotera, piazza Ardito, corso Numistrano e concludersi nella Chiesa Cattedrale.
Francesco Ielà



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