Lamezia, assemblea sindacale regionale al 'Giovanni Paolo II': “Sanità, pensioni e fisco necessità prioritarie”

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Lamezia Terme - Dalla sanità pubblica al precariato, dal potere d’acquisto delle pensioni alla riforma del fisco: tanti i temi trattati nell’assemblea regionale organizzata da CGIL Spi, Fnp CISL e UIL Pensionati, in preparazione della terza delle manifestazioni interregionali organizzate unitariamente dagli organi sindacali, che si terrà a Napoli il 20 maggio e che prevede una mobilitazione di massa degli iscritti provenienti da tutto il sud Italia.  L’assemblea pubblica, che ha scelto non a caso come sede la sala “Ferrante” dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia, ha posto al centro gli interessi delle categorie più fragili, in particolare gli anziani, le donne, i giovani, i lavoratori precari e quelli che svolgono lavori usuranti, focalizzandosi sui bisogni di salute, di welfare, di riforme strutturali che interessino la fiscalità e i contratti di lavoro, al di là dei temporanei quanto aleatori bonus o voucher previsti finora nella legge di bilancio. A discuterne al tavolo dei lavori, moderati dal Segretario Generale Fnp CISL Calabria Cosimo Piscioneri, la Segretaria Generale Spi CGIL Calabria Claudia Carlino, il Segretario Generale CGIL Calabria Angelo Sposato, il Segretario Generale CISL Calabria Tonino Russo, il Segretario Generale UIL Calabria Santo Biondo, con conclusioni a cura del Segretario Generale Uilp UIL Calabria Francesco De Biase. Insieme a loro, dieci delegati sindacali provenienti dalle varie province, ovvero Giorgia Scarpelli, Pasquale Loiacono, Caterina Silipo, Raffaele Zuringo, Antonietta Santoro, Domenico Zannino, Mimma Pacifici, Angelo Arcuri, Emma Campanella e Patrizia Turrà. Tema Principale la Calabria, dove i problemi nazionali della carenza di personale in sanità e delle carenze infrastrutturali sembrano potentemente amplificati, e a farne le spese sono soprattutto i poveri e quanti sono costretti a vivere con la pensione minima.

“Vogliamo un fisco equo, dove chi ha di più paghi di più e chi ha di meno paghi di meno” sottolinea Carlino, che ricorda, come molti colleghi, il numero impressionante di chi evade: “100 miliardi di evasione non sono pochi, e per evitarlo vogliamo un sistema che raggiunga un’equità normativa, politica e sociale, con riconoscimento previdenziale del lavoro di cura, che interessa soprattutto le donne, e pensione di garanzia”. Al centro anche la richiesta di “misure per contrastare l’emigrazione sanitaria, lo sblocco delle assunzioni negli ospedali e un piano regionale – per il quale erano già stati stanziati 18 milioni di euro mai utilizzati – per ridurre le liste d’attesa”. Sempre più difficile da gestire una regione dove con il calo demografico le persone anziane saranno sempre di più e i giovani ad assisterle sempre di meno, dove i provvedimenti per la creazione di Case della Salute e Ospedali di Comunità sono ancora solo sulla carta, come un settore sociosanitario integrato. Lo dice nel suo intervento Sposato aggiungendo la necessità di “ridare dignità al lavoro, attraverso una riforma strutturata del fisco, per un mezzogiorno che sembra sparito dalle agende, dove è necessario un intervento sulle infrastrutture prioritarie, dalla 106 all’elettrificazione della Ionica. In questo senso è necessario aprire una vertenza per la Calabria”.

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“In questo i sindacati devono rimanere uniti” aggiunge Biondo, “e continuare ad essere autonomi dai partiti politici: il confronto con l’interlocutore politico a livello regionale sta mancando, e siamo disposti a proseguire se verrà data una priorità seria alle nostre richieste. Altrimenti sono pronto a sposare l’idea di una mobilitazione generale”. E le richieste, anche sul piano nazionale, vengono apertamente messe sul tavolo da De Biase: “Vogliamo un servizio sanitario pubblico e universale, dove l’assistenza e l’applicazione dei Lea non dipenda dalla situazione economica o dalla localizzazione geografica. Non vogliamo l’Autonomia Differenziata, vogliamo invece che si investa sulla salute, con un piano straordinario per le assunzioni che risolva il precariato: mancano in Calabria 2.400 medici, e nell’ultimo anno le prestazioni pubbliche si sono contratte di 3 milioni e quelle private sono arrivate a +760.000. Non vogliamo un contentino per i lavoratori, o i voucher per vivere alla giornata con l’inflazione galoppante, ma rendere strutturali le riforme: la povertà ha raggiunto dimensioni spaventose, il 25% degli italiani non conduce una vita dignitosa, 1,5 milioni di persone non riescono ad accedere a beni e servizi, la disoccupazione è del 15 %. Ѐ necessario un sostegno al reddito e delle politiche del lavoro che tendano alla stabilità, perché sono 4 milioni i cittadini occupati che non raggiungono comunque i 12.000 euro annui. Dopo la manifestazione del 20 non ci fermeremo: è già prevista una nuova grande manifestazione unitaria per giugno, anche per i nostri pensionati: il caro vita sta falciando il potere d’acquisto delle pensioni”.

Giulia De Sensi

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