
Lamezia Terme - Sta per avere inizio la nuova Stagione di AMA Calabria, che riconferma quest’anno un cartellone di grande qualità, con 14 spettacoli che spaziano volutamente fra musica, teatro e danza, all’insegna di una visione multidisciplinare dell’arte, aperta alle contaminazioni e capace di attrarre fasce diverse di pubblico. Proprio di questa innovativa idea di cultura, e della sua genesi, ci parla il direttore artistico di AMA Calabria, il Maestro Francescantonio Pollice, ripercorrendo la storia di una realtà culturale nata a Lamezia, che è anche la storia di chi l’ha creata, e di chi l’ha portata a livelli che oggi superano di molto gli steccati municipali.
Com’è stato crescere in una famiglia dove la musica si respirava ed era pane quotidiano? Ѐ stato naturale per lei intraprendere la carriera pianistica? Che ricordi ha dello strumento che sarebbe stato il suo futuro?
"Mio padre era un grande amante della musica e della cultura in generale, mia madre era una pianista dilettante nel senso proprio del termine, cioè suonava per suo diletto. Dunque avevamo un pianoforte in casa, ed entrambi i nostri genitori ritenevano naturale che la musica dovesse essere una parte integrante della nostra formazione culturale. Quando ho cominciato a suonare il piano in realtà non pensavo di farne una professione. Poi l’incontro con grandi Maestri, e la scoperta conseguente di avere del talento, hanno reso la cosa possibile, sia per me che per i miei due fratelli. Ma anche altri rami della cultura venivano coltivati in casa nostra: si leggeva molto, si andava a teatro, alle mostre, si incoraggiavano viaggi d’istruzione. Sicuramente il merito di tutto questo va riconosciuto ai miei genitori".
Suo padre Gennaro Pollice è stato il fondatore di AMA Calabria, realtà di cui oggi lei è direttore artistico. Qual è l’eredità più grande che lei e i suoi fratelli sentite d’aver raccolto e di dover mantenere viva, in senso non solo materiale ma anche spirituale, rispetto a questo progetto?
"Quando nel 1978 mio padre con un gruppo di amici decise di creare un’associazione culturale e musicale in questa città, la sua era una scommessa, e non si sapeva esattamente come sarebbe andata a finire. Ma mio padre era un uomo di visione, e oggi noi questa dimensione vorremmo mantenerla. La sua idea, che abbiamo ereditato, è sempre stata quella di contribuire, anche alle nostre latitudini, attraverso la musica e la cultura, allo sviluppo del territorio – a livello culturale, ma anche a livello economico, visto che gli eventi di AMA hanno oggi delle ricadute positive anche in questo senso. Desideriamo, come figli, mantenere in vita, con tanti altri che la pensano come noi, l’idea secondo cui la cultura è un grande strumento per migliorare la qualità della vita, individuale e collettiva. Ѐ allora del tutto naturale superare gli steccati della municipalità – che spesso rappresentano un freno per il nostro sviluppo – e allargarsi ad una dimensione nazionale ed internazionale. Credere a questa visione rende più lieve gli sforzi e le fatiche necessarie ad affermarla".
Quali sono le difficoltà principali che ha incontrato nel portare avanti una realtà che ha ormai 45 anni di storia alle spalle, in questa regione?
"Le difficoltà sono spesso legate alla dimensione strutturale: non tutte le città, in Calabria e altrove, sono dotate di un teatro o di un auditorium. Ma in realtà la più grande delle difficoltà incontrate finora è relativa al rapporto fra la necessità di una programmazione di medio periodo degli eventi, ovvero pluriennale, e i ritardi degli enti pubblici nell’erogazione dei contributi. In Calabria è stato fatto un grande sforzo per la promozione della cultura, ma è necessario farne uno più grande per migliorarne la tempistica. Certo, la Regione oggi ci sostiene, ma se una criticità esiste, è che i tempi degli avvisi spesso non sono quelli della progettazione. Per fare un esempio, dovendo programmare gli eventi per il 2024, noi dovremmo già sapere con grande anticipo su quali risorse possiamo contare. Tuttavia problemi simili, relativi alla programmazione, non si verificano solo nel nostro settore, ma anche in altri, dalle infrastrutture alla sanità".
Cosa si augura per il futuro e come vede proiettata la realtà di AMA nel tempo?
"Noi con tutto il nostro staff assicuriamo tutto l’impegno possibile per garantire attività culturali di qualità che mettano al centro la musica, la danza e il teatro, in tutta la regione. Certo, ovunque per realizzare un evento c’è bisogno di risorse, e la cultura per stare in piedi dev’essere sostenuta: possiamo riuscire a mantenere una programmazione di livello qualitativamente alto solo in relazione al sostegno che avremo. Riceviamo appoggio anche da parte del nostro pubblico, ma chiaramente si tratta di un contributo residuale rispetto al resto. Da parte nostra c’è senza dubbio la volontà di continuare. A questo proposito diamo infatti appuntamento alla città per il 17 settembre al Teatro Grandinetti con il prossimo spettacolo, dedicato a Molière, che vedrà in scena Alessio Boni e Alessandro Quarta: una pièce di grande spessore, assolutamente da non perdere".
Giulia De Sensi
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