Sindaci hinterland lametino: “Stato di precarietà in postazione 118 Maida”

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Maida – “È alquanto inquietante assistere allo stato di precarietà, ormai non ciclico ma consolidato, dove il territorio, specie nelle emergenze sanitarie, non ha più riferimenti”. Questo il grido di allarme dei sindaci Galdino Amantea di Maida, Ferdinando Serratore di Jacurso e Domenico Giampà di San Pietro a Maida.

“In riferimento a quanto si constata, - scrivono i primi cittadini - non giunge nuova che la postazione del 118 di Maida è governata dalla presenza di un infermiere, senza la possibilità di poter attivare il servizio ambulanza, in quanto non solo risulta demedicalizzata, ma sprovvista di autista. Una riflessione senziente è d’obbligo: cosa può assicurare la singola figura sanitaria ad un territorio così vasto e geograficamente non solo aspero, ma nel periodo dell’anno con maggiori presenze e condizioni climatiche avverse?”. A detta dei sindaci “si sta prendendo tempo a rincorrere vuoti organizzativi e gestionale di un passato, dove non è stata colta, con un’attenta analisi dei bisogni, la risposta di salute di un territorio che langue da moltissimo tempo. Si può comprendere tutto, ma non si può procrastinare una condizione di precaria cronicità, specie per quanto concerne una postazione di 118. Si assiste nel quotidiano ad una querelle, senza nota sarcastica ma piuttosto realistica, che per vestire un santo bisogna svestirne un altro! Questo è quanto nel quotidiano accade tra la postazione di Maida e quella di Falerna. Chiamiamo a precise responsabilità i decisori preposti a porre rimedi a questa condizione estrema, di una cartina di tornasole che ha valicato ogni limite di decenza e tollerabilità umana”. I Sindaci dei tre Comuni viciniori non trascurano l’idea “di adire altre vie a salvaguardia del bene salute, che rappresenta a chi sfugge, nella piramide dei bisogni, il gradino più alto”.

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