
Crotone - Diversi cittadini della Zona del naufragio di steccato di Cutro (Crotone) hanno chiamato la prefettura di Crotone e il Comune per far sapere di essere disposti a mettere a disposizione i propri loculi per la sepoltura delle vittime. Si tratta di cittadini di Botricello e di Vibo Valentia. Sono al momento 68 le vittime del naufragio, i loro corpi sono tutti nel palasport di Crotone, in attesa della sepoltura. Non si fermano, quindi, le ricerche dei dispersi che proseguono senza sosta. Oggi ci sarà una preghiera per le vittime. Intanto, chiude al pubblico la camera ardente. In questi giorni, a rendere omaggio alle vittime, tanti cittadini, studenti ed esponenti politici. Ieri la visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella.
In corso riconoscimenti altre vittime
È in corso al Palamilone di Crotone l'identificazione di altre vittime del naufragio di domenica mattina. Sono, infatti, arrivati altri parenti alla ricerca dei propri cari. Una decina le vittime ancora senza identità.
Garante Marziale: “Fuori pericolo i sei minori superstiti”
“Hanno tra i 3 e i 17 anni i sei minorenni ricoverati all’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, in seguito all’odissea del barcone dilaniato dalla forza del mare e sono fuori pericolo”: è quanto dichiara Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, che segue le loro sorti rapportandosi con il primario del reparto di pediatria Stefania Zampogna. “I medici – spiega Marziale – hanno dovuto celermente lottare contro una serie di difficoltà che i minori recavano, come l’ipotermia, l’inalazione e l’ingestione di idrocarburi, ferite lacero contuse, tosse, difficoltà respiratorie, vomito e cefalee. Particolarmente marcata in tutti è stata riscontrata la rabdomiolisi, gravi lesioni del tessuto muscolare scheletrico, dovuta sia alla posizione durante il drammatico viaggio, sia alla lotta ingaggiata con i potenti moti ondosi”. Il Garante evidenzia: “Uno dei minori, il più grande d’età, non era accompagnato durante il viaggio, sin dal primo momento gli è stato assegnato un tutor ed appena dimesso sarà allocato presso una comunità per minori stranieri non accompagnati calabrese. Due fratellini di 10 e 12 anni sono accompagnati da mamma e papà. Uno di 10 anni dalla mamma e dallo zio. Un bimbo di 10 anni è con la mamma, ma ha perso due fratelli di 12 e 18 anni. Un undicenne è accompagnato da un fratello maggiorenne ed uno più piccolo di egli”.
“Sono bambini e adolescenti – conclude Marziale – che una volta dimessi dall’ospedale necessiteranno, soprattutto in termini emotivi, di costanti cure, perché hanno visto la morte con gli occhi e hanno perduto persone care. Questa esperienza segnerà per sempre i loro giorni in divenire. Continuerò ad informarmi giornalmente sulle loro condizioni e ringrazio dal profondo del cuore il primario Stefania Zampogna, la sua equipe medica e tutto il personale socio-sanitario per l’encomiabile dedizione umana e professionale nella cura di questi sventurati bambini”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
