
Catanzaro - Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presenziato oggi a Catanzaro, in Prefettura, al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Enrico Ricci. L'esponente del governo Meloni ha incontrato tra gli altri i vertici provinciali delle forze dell'ordine, il procuratore generale di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio e il procuratore capo Nicola Gratteri. “Un incontro molto proficuo durante il quale ho preferito ascoltare le sollecitazioni che sono giunte da chi lotta in prima fila per contrastare la criminalità organizzata e ho assunto l'impegno di rafforzare gli organici del territorio” - ha affermato il ministro Piantedosi incontrando i giornalisti. Il ministro inoltre ha incontrato il carabiniere che nei giorni scorsi a Catanzaro, pur essendo libero dal servizio, ha sventato un furto e assicurato alla giustizia il malvivente: “Grande esempio di coraggio e di spirito di servizio”.
Il protocollo
Al termine della riunione è avvenuta la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) e Regione Calabria, rappresentata dal presidente Roberto Occhiuto, finalizzato a una più efficace politica di valorizzazione dei beni confiscati presenti nel territorio regionale. L'intesa è stata siglata alla presenza del direttore di Anbsc, Bruno Corda, del sottosegretario di Stato agli Interni con delega ai beni confiscati Wanda Ferro, del sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita e del capo della Polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza Lamberto Giannini.

Risorse per i comuni e l'affiancamento della Regione per la gestione dei beni confiscati
Ammontano a 32 milioni di euro le risorse provenienti dai fondi Por che, sulla base del protocollo firmato oggi, la Regione Calabria metterà a disposizione degli enti locali per affiancarli in un percorso virtuoso di valorizzazione dei beni confiscati. “Valorizzazione - ha osservato il presidente Occhiuto - che non è sempre avvenuta in Calabria perché siamo una Regione nella quale la maggior parte dei Comuni versa in condizioni strutturali di deficit economico. La maggior parte di essi è in procedura di dissesto, spesso non hanno neanche il segretario comunale e il capo dell’ufficio tecnico, per cui ho ritenuto fosse importante che la Regione si mettesse a fianco del sistema delle autonomie locali per consentire la valorizzazione di questi beni”. Dei 32 milioni messi a disposizione dalla Regione 20 milioni saranno destinati alle opere di ristrutturazione e di messa in sicurezza dei beni confiscati mentre i restanti 12 milioni potranno essere utilizzate dai comuni e dalle associazioni sociali destinatarie dei beni per ciò che concerne le spese di gestione. “Mettiamo a disposizione risorse e la capacità progettuale della Regione perché il modo migliore per combattere criminalità organizzata - ha dichiarato Occhiuto - è quello di dare ai cittadini calabresi la percezione della presenza dello Stato tramite la valorizzazioni di beni che vengono restituati alle comunità assumendo una forte funzione sociale”.
Occhiuto: “Demoliremo ecomostro di Torre Melissa e immobili abusivi”
“Mi piacerebbe - ha aggiunto- che una delle prime attività che seguiranno l'intesa siglata oggi possa svolgersi in ordine all'abbattimento dei beni confiscati abusivi. Un esempio simbolicamente importante per dimostrare che lo Stato è più forte di ogni potere criminale. Nelle prossime settimane demoliremo l’ecomostro costruito dalla criminalità organizzata a Torre Melissa. Mi piacerebbe che si continuasse con altre attività del genere. Questo risultato non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato il coinvolgimento attivo del ministro Matteo Piantedosi, del sottosegretario Wanda Ferro, di sua eccellenza il prefetto Bruno Corda, che dirige l’Agenzia dei beni confiscati”, ha concluso il presidente Occhiuto.
Bruno Mirante

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