
Catanzaro - Segnali positivi dall'imprenditoria giovanile calabrese, in particolare nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone. La classifica delle province con la miglior qualità della vita nel 2022 stilata dal Il Sole 24 ore, infatti, da una parte conferma la sofferenza dei comuni calabresi e l’urgenza per alcuni territori di investire nel digitale, nelle rinnovabili, nella sanità e nell’istruzione, dall'altra, mostra dati incoraggianti per ciò che concerne l'imprenditoria giovanile: Vibo Valentia è la prima a livello nazionale per aziende a guida di under 35, e subito dopo Crotone che tuttavia a livello generale veste la maglia nera per il terzo anno, collezionando record negativi anche nelle sottoclassifiche: è ultima in “Ricchezza e consumi” e “Cultura e tempo libero”. Al sesto posto a livello nazionale si piazza invece la provincia di Catanzaro. Abbiamo raggiunto il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Vibo e Crotone, Pietro Falbo per fare il punto sullo stato di salute delle start up e delle aziende a guida giovanile del territorio.
Presidente Falbo, quali sono i dati che riguardano le province di sua competenza? E quali i settori d'impresa che in questo momento danno segni di maggiore vitalità?
"Iniziamo dal trend che si registra nelle tre province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Dai dati in nostro possesso, i settori in cui si evidenzia una maggiore dinamicità delle imprese giovanili nell’ultimo anno sono, intanto, localizzate a Vibo Valentia e sono quelli dell’agricoltura, delle costruzioni, del turismo e quello dei servizi finanziari mentre dalle imprese manifatturiere e commerciali riceviamo segnali di sofferenza. A Catanzaro i settori che registrano variazioni positive riguardano i servizi alle imprese mentre il commercio attraversa un periodo di rallentamento ma decisamente più contenuta: -8,8% rispetto al generale -18,4%. A Crotone, infine, i settori che hanno registrato il maggior numero di iscrizioni di imprese giovanili sono stati quelli delle costruzioni e dei servizi finanziari. Nel complesso possiamo dire che il peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese segna un +50% di quello che mediamente risulta in Italia (circa il 12% nelle tre province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia contro il dato Italia dell’8,6%)".
La maggior parte degli indicatori vedono le province di Catanzaro, Crotone e Vibo in fondo alla classifica, così non è per quanto riguarda il mondo delle imprese giovanili. Qual è lo stato dell'arte?
"Si tratta in tutti e tre i casi di economie dinamiche in cui l’iniziativa imprenditoriale giovanile è molto vivace sia pure condizionata negli ultimi anni da fattori congiunturali sfavorevoli ma con effetti non uniformi sui tre territori. Se si considerano, ad esempio, gli ultimi dati elaborati dal sistema Infocamere (primi 9 mesi del 2022 rispetto ad analogo periodo 2021) è proprio a Vibo Valentia che si registra il maggior incremento nel numero delle iscrizioni di imprese giovanili con un +3,9% di variazione rispetto a una flessione media nazionale del -6,1%. A Crotone invece le imprese giovanili hanno registrato una battuta d’arresto con una diminuzione di -8,1% e Catanzaro del -16%. Se si allarga la prospettiva infine al totale delle imprese, le iscrizioni hanno fatto registrare una generale contrazione rispetto al 2021, -3,7% a Crotone, -4,4% a Vibo Valentia e -5,5% a Catanzaro, che si attesta tuttavia in linea con quanto avvenuto a livello nazionale (-4,6%)".
Quali azioni mettere in campo per sostenere questo trend?
"La Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia ha di recente approvato il piano pluriennale 2023-2027 che detta vision e obiettivi del nuovo ente volti innanzitutto a sostenere la competitività delle imprese attraverso la promozione e il supporto all’innovazione di prodotto, di processo e di organizzazione delle imprese. È necessario favorire in questa fase attività di informazione e formazione sfruttando anche la collaborazione di strutture tecniche, centri di competenza regionali e nazionali per rafforzare lo sviluppo di network capaci di connettersi ad iniziative nazionali e internazionali, consolidando i processi collaborativi tra imprese e facilitare l’espansione nei mercati sia nazionali che esteri. A titolo d’esempio le nuove imprese potranno accedere al finanziamento di progetti volti al rafforzamento dei servizi camerali e delle relazioni sia con il mondo della formazione che con quello della ricerca innovativa applicata alle imprese. Sono tutti fattori che riteniamo possano contribuire a rafforzare la vitalità imprenditoriale dei nostri territoriale e a supportare ancora di più i percorsi di crescita. In conclusione, bisogna creare reti".
Bruno Mirante
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