
Catanzaro - Bandiere di Cgil e Uil in piazza Prefettura a Catanzaro per una delle manifestazioni di sciopero generale indette a livello nazionale dai sindacati contro la manovra finanziaria del Governo Meloni. Centinaia i manifestanti che si sono radunati alla chiamata dei segretari generali dei due sindacati calabresi Angelo Sposato e Santo Biondo.
"No a una manovra che colpisce i lavoratori, i pensionanti, i più poveri e i più fragili e penalizza il Mezzogiorno e la Calabria", questa la base delle rivendicazioni che hanno posto al centro una serie di temi di carattere nazionale e regionale, a partire dal no all'autonomia differenziata fino alla difesa del reddito di cittadinanza. Presenti i sindaci di Catanzaro e Crotone, Nicola Fiorita e Vincenzo Voce, e alcuni consiglieri regionali del Pd (Raffaele Mammoliti, Franco Iacucci e Domenico Bevacqua). Al centro dello sciopero di oggi, "un no all’articolo 143 della legge di bilancio che forza la mano sulle riforme e punta a introdurre un regionalismo incostituzionale, che sostiene pesanti tagli agli investimenti per le scuole e ricuce drasticamente la presenza delle istituzioni scolastiche sul territorio. No al mancato potenziamento delle Zone economiche speciali applicato attraverso la cancellazione del credito di imposta e della decontribuzione delle assunzioni. No al bluff sull’Alta Velocità ferroviaria per la realizzazione della quale il governo ha ammesso il mancato finanziamento. No alle promesse sulla Strada statale 106, per la cui concreta realizzazione chiediamo la riduzione dei tempi di intervento, la definizione e la cantierizzazione dei tratti: Catanzaro/Crotone e Catanzaro/Reggio Calabria". Cgil e Uil Calabria inoltre contestano "la cancellazione del Reddito di cittadinanza che viene deciso quando ancora non è partito il progetto Gol, non si sono effettuate le assunzioni nei centri per l’impiego e non si è messa mano alla riforma delle politiche attive per il lavoro; il mancato finanziamento del fondo per la forestazione, strumento utile alla manutenzione del territorio e alla mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico; l’innalzamento dei voucher che riteniamo dannosa per diversi comparti dell’economia regionale; la riforma del sistema pensionistico che discrimina le donne e mette a repentaglio il futuro dei giovani; il mancato investimento sulla pubblica amministrazione che non viene potenziata con nuove assunzioni, mettendo così in difficoltà gli enti locali nella gestione dell’ordinario ed in quella, determinante per il futuro del nostro territorio, del Piano nazionale di ripresa e resilienza; la scarsa attenzione che il Governo presta al mondo dell’università, della ricerca e della scuola che, nel merito, vengono private di quegli investimenti utili a formare i professionisti del domani; la scelta, inaccettabile e disarmante, di non investire nel potenziamento del Servizio sanitario attraverso la stabilizzazione del personale precario, l’assunzione di quelle figure necessarie a potenziare l’offerta sanitaria e lo stanziamento dei fondi per il rinnovo del Contratto scaduto da oltre un anno". Sul palco, a concludere la manifestazione il segretario confederale della Cgil nazionale Emilio Miceli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
