Lamezia, ingegnere Materazzo su Psc: “Strumento che blocca la crescita della città”

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Lamezia Terme – In una nota inviata – fra gli altri – al Comune di Lamezia, alla procura della Repubblica e alla Regione Calabria, l’ingegnere Pasquale Materazzo solleva una serie di anomalie legate all’approvazione del Psc della città.

“Il sindaco Mascaro – afferma - vuole approvare il Psc entro settembre, ciò che diventa incomprensibile consiste in due ragioni, la prima nello specifico che è vietato dalla legge, la seconda ancora più importante è che questo strumento urbanistico è di una inconcludenza ed erroneità, che a volerlo fare di proposito sarebbe difficile riuscirci. L’urbanistica in Calabria è gestita con legge regionale n.19 del 16 aprile 2002, che fissa un rigido percorso sia per la formazione di un PSC, sia per la sua approvazione, ed essendo legge regionale non può essere derogata. La genesi del PSC a Lamezia inizia con l’adozione della delibera n. 26 del 29.01.2008 di avvio del procedimento e la procedura di Valutazione Ambientale strategica venne avviata il 25.10.2010. Queste date sono importanti in quanto le scelte urbanistiche e strategiche di sviluppo del territorio fanno riferimento allo stato in cui si trovava il territorio nel 2010, oggi siamo nel 2022, in 12 anni è cambiato il mondo. Con delibera di Consiglio comunale n.79 del 19.02.2015, sindaco Speranza, venne adottato il PSC – spiega - con 15 su 31 consiglieri presenti in consiglio, che registrò 12 voti favorevoli e tre contrari.Sostanzialmente si vuole approvare un PSC che fu adottato da una sparuta ed incerta maggioranza”.

“E’ il caso di rilevare – prosegue - una continuità di programma amministrativo tra la giunta Speranza e la giunta Mascaro in quanto il primo ha operato le scelte strategiche il secondo sta tentando di renderle esecutive. La Legge nazionale n. 1902 del 3 novembre 1952, articolo unico, completamente recepita dall‘art. 60 della l.u.r. n.19/2002 stabilisce che dalla data di adozione del PSC per i tre anni successivi scattano le misure di salvaguardia, ed il PSC deve essere approvato entro detti tre anni. Dalla fatidica data del 19.02.2015 sono passati oltre sette anni e mezzo, sul sito del Comune è scritto a lettere cubitali che il PSC non è in vigore, ovvero per i tre anni successivi al 2015 è stato in vigore, trascorsi i quali è decaduto”. “Questo significa – sostiene Materazzo - che non si può far rivivere un Piano Strutturale decaduto, semplicemente si tenta maldestramente di approvare un Piano che non esiste”. “Voglio adesso entrare nel merito, per dimostrare che non è solo un fatto di rispetto della legge, ma è un fatto sostanziale, nel senso che il Piano non solo non rispetta i contenuti fissati dalla legge urbanistica regionale non solo non rispetta quanto puntigliosamente riportato nelle linee guida del 30 settembre 2003, non solo dimostra una assoluta ignoranza nel senso che la “perequazione” viene confusa come parametro di mercato ma blocca lo sviluppo di Lamezia Terme per almeno 20 anni”.“Il PSC dovrebbe produrre occupazione, realizzare la democrazia urbanistica ed risolvere l’annoso problema del pagamento degli espropri e questo con l’attuazione dell’art. 20 della legge regionale che fissa in 15 punti quello che deve essere il contenuto del PSC, tutti disattesi”.

“La realtà nazionale dell’anno 2022 è completamente diversa da quella del 1942 che con la legge 1150 risolveva il problema della “casa”, famoso PRG, oggi il problema è l’occupazione e la legge n.19/2002 Calabria si prefigge l’obiettivo dell’occupazione attraverso uno sviluppo sostenibile, ovvero il PSC. Questo si realizza nella nostra città attraverso l’utilizzazione delle risorse naturali esistenti, ovvero il mare, le terme, il nodo intermodale, la montagna, la pianura, l’agricoltura. Mettendo in gioco queste risorse attraverso le proposte urbanistiche si produce economia e quindi lavoro, di tutto questo non c’è traccia alcuna nel PSC che si vorrebbe approvare. Democrazia urbanistica ha un significato sociale enorme, ovvero attraverso l’art. 54 della legge regionale che recita puntualmente: “la perequazione urbanistica persegue l’equa distribuzione dei valori immobiliari prodotti dalla pianificazione urbanistica e degli oneri derivanti dalla realizzazione delle dotazioni territoriali e va applicata in tutti gli ambiti di pianificazione”.Per rendere la cosa comprensibile ai più, questo significa che le scelte di Piano non devono fare arricchire né impoverire i cittadini, non ci deve essere chi col terreno reso edificabile si arricchisce e chi col terreno reso standard si impoverisce. Tutto questo si realizza con lo strumento della perequazione ovvero distribuzione dei volumi assegnati all’ambito, proporzionalmente alle superfici territoriali di proprietà elaborando un Piano Attuativo. Questo modo di procedere risolve un altro annoso problema l’espropriazione degli standard, che se fissanti dal piano richiedono l’esproprio se derivanti da un Piano particolareggiato vengono ceduti al Comune gratuitamente”. L’ingegnere Materazzo porta avanti una serie di altre considerazioni sull’invalidità dell’atto, per poi concludere: “Oggi con l’approvazione del Psc la città viene bloccata, le si vieta di continuare a crescere”.

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