
Lamezia Terme - I rappresentanti di alcune associazioni ucraine, riunite in un coordinamento, si sono ritrovate ancora una volta sull’isola pedonale di corso Nicotera, a pochi metri dal teatro comunale Grandinetti di Lamezia Terme per manifestare il loro forte dissenso nei confronti del Russian classical ballet che all'interno si esibiva con lo spettacolo dello Schiaccianoci di Cajkovskij.
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Già nelle passate settimane, avevano stigmatizzato la presenza in Calabria del balletto russo giacché a loro dire "i proventi del contratto sottoscritto andranno nel bilancio russo. Con questi fondi - hanno ribadito nella protesta - continueranno a comprare e produrre armi per distruggere i nostri figli, la nostra nazione". La loro richiesta di annullare lo spettacolo, tuttavia, non è stata ascoltata poiché la rappresentazione è andata comunque in scena e anche con una massiccia partecipazione di pubblico.
Non è la prima volta che si riuniscono a Lamezia Terme queste Associazioni. Era già accaduto il 7 e il 14 gennaio scorsi, mentre è stata ampiamente annunciata un'altra protesta, con tanto di lettera già inviata al sindaco, per il 17 febbraio quando in un centro congresso cittadino sarà proiettato il film russo "Il Testimone", organizzato secondo quanto scritto al sindaco "da associazioni filorusse d'Italia". Come nelle altre occasioni, la manifestazione si è svolta sotto il controllo di polizia e carabinieri. Gli appartenenti alle associazioni sostengono che gli artisti del Balletto classico è composto per la maggior parte da componenti provenienti dalla Federazione Russa e ricordano che una risoluzione del Parlamento europeo del 23 novembre 2022, "ha riconosciuto la Federazione russa come Stato sostenitore del terrorismo".
A. C.


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