
Lamezia Terme - Un momento di confronto politico, fuori da logiche di partito, quello voluto dal Comitato 4 Gennaio nel 56esimo anniversario dalla fondazione della città di Lamezia Terme, incentrato sulla necessità di creare una rete con i comuni dell'hinterland, di istituire il distretto turistico della Riviera dei Tramonti, e di valorizzare le personalità di spicco della città. Fra queste il professor Domenico Enrico Massimo, docente all'Università Mediterranea di Reggio Calabria ed eletto dal Comitato personaggio dell'anno 2023 per la sua attività instancabile a favore dello sviluppo del territorio lametino, attraverso progetti che coinvolgono il potenziamento della ferrovia, la creazione di una rete dei beni culturali, la valorizzazione delle foreste di sughero per l'edilizia verde, e negli anni '70 la creazione dei Distretti Sanitari Locali.
Temi importanti anche per il futuro, come quelli trattati nel libro "Lamezia 2024, per una grande città", dello storico Vincenzo Villella - assente per motivi di salute - che non ha mancato di animare il dibattito per la crescita sociale, culturale ed economica di Lamezia. Intervenuti nell'incontro, moderato dal giornalista Paolo Giura, il presidente del Comitato Basilio Perugini, il presidente dell'APS "Riviera dei Tramonti" Sergio Tomaino, Gennarino Masi, già presidente della Fondazione Terina, e il direttore della riivista "Nazione Futura" Pasquale Ferraro.
“Dal 2018 il Comitato celebra l’anniversario dalla fondazione di Lamezia”, ha esordito Perugini, “ponendosi come aggregazione politica non partitica, composta da membri che condividono l’amore per la città e la difesa dei suoi diritti. Esprimo a questo proposito preoccupazione, nell’amara constatazione che da 50 e più anni le amministrazioni che si sono avvicendate nel tempo non abbiano minimamente soddisfatto quelle che sono le aspettative dei cittadini”. Da qui una critica profonda di natura politica, che si conclude con il proposito del Comitato di perseverare nella difesa della comunità lametina.
Serve a dirimere alcune polemiche recenti con il capoluogo, sulle dinamiche relative alla predisposizione dell’aula bunker per il processo Rinascita Scott nell’area ex Sir, l’intervento di Gennarino Masi, allora presidente della Fondazione Terina, che gestiva in comodato d’uso gratuito, per conto della Regione, l’immobile oggi sede dell’aula, allora occupato da un call center. “Si è detto che la creazione in territorio lametino dell’aula bunker sia stata una sorte di “concessione” a Lamezia da parte di Catanzaro. In realtà le cose sono andate diversamente”, spiega Masi, “Infatti, quando il call center, per problemi di natura economica, ha dato disdetta del locale per trasferirsi altrove, sono stato io stesso a scrivere al Ministero, senza intermediari politici locali, e preoccupandomi di informare direttamente tutti gli attori coinvolti, della sua eventuale disponibilità per il processo. Le prime udienze di Rinascita Scott infatti si tenevano a Rebibbia, e c’erano circa 500 imputati, con difficoltà nel mantenimento della distanza di sicurezza anticovid. Inoltre, celebrare il processo in Calabria e a Lamezia mi sembrava un messaggio importante da lanciare alla criminalità organizzata. Sono stato così contattato dalla dottoressa Maddalena del Ministero di Grazia e Giustizia, venuta a conoscenza della mia proposta, già diffusa dalla stampa, e dopo un sopralluogo e l’incontro con il Procuratore Gratteri, si è stabilito di predisporre il locale – che conta 1000 posti e potrà essere riutilizzato – con una spesa di 5 milioni di euro, contro i 7000 che sarebbero serviti per costruire una tenda-struttura a Catanzaro, la quale avrebbe dovuto poi essere rimossa”.
Un appunto alla politica locale anche da Sergio Tomaino dell’ASP “Riviera dei Tramonti” che attende da quasi nove mesi l’invio da parte del Comune agli uffici della Regione delle pratiche già compilate per l’istituzione del Distretto turistico della Riviera dei Tramonti, cui aderiscono 19 comuni e 17 enti privati. Un Distretto che “potrebbe portare occasioni notevoli di sviluppo, poiché è uno strumento giuridico che consente di intercettare risorse, predisporre progetti, cogliere le occasioni offerte dal pnrr”. La necessità di creare una rete con i comuni del comprensorio è anche il tema sviluppato nella relazione di Pasquale Ferraro, direttore della rivista “Nazione Futura” e già consigliere comunale di Curinga, che sottolinea l’importanza del ruolo centrale di Lamezia in questa unione di realtà comunali complementari, ma anche la sua difficoltà nel prendere le redini di capofila, sempre “a causa dei problemi di una classe politica che non riesce ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte”.
La serata si conclude con l’assegnazione della targa premio al personaggio dell’anno Domenico Enrico Massimo da parte del membro del Comitato Sebastiano Sofi, che ripercorre con un lungo excursus il suo percorso professionale e umano, sempre al servizio della città. Architetto, docente universitario, firmatario di studi e progetti di ricerca innumerevoli, Massimo ha collaborato con le maggiori Università, sia in Europa – Oxford, Cambridge – che negli Stati Uniti, in particolare a Boston, dove ha condotto ricerche sul miglioramento dell’assetto urbanistico della città di Lamezia, alla quale anche all’estero ha sempre espressamente voluto essere associato, attraverso il motto, universalmente comprensibile, posto in calce ai suoi studi: “Civis Lametinus sum”.
Giulia De Sensi
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