
Roma - Il coro con l'Inno di Mameli, i tricolori sventolati dalle opposizioni e la bandiera della Serenissima accompagnano il primo sì all'Autonomia differenziata nell'Aula del Senato. La marcia del ddl Calderoli, tra scontro politico, bagarre e note di colore, si sposta ora a Montecitorio per tentare un via libera definitivo prima delle elezioni europee. Le proteste dei gruppi di minoranza hanno animato l'epilogo di una battaglia politica arrivata alle battute finali senza troppe sorprese. Nel corso delle dichiarazioni di voto i dem hanno tirato fuori fogli con stampata la bandiera dell'Italia al grido di "Viva l'Italia antifascista" e su qualche cartello anche la scritta "Viva Verdi". E da Fdi, Andrea De Priamo, prendendo la parola dice: "Dalla bandiera rossa al tricolore è già un bel passo avanti". Anche momenti di caos in Aula con Centinaio che richiama all'ordine.
110 sì, 64 no e 3 astenuti: opposizioni contro, maggioranza a favore e Azione astenuta con Maria stella Gelmini che vota a favore in dissenso dal gruppo. Le opposizioni gridano allo "Spacca Italia" e dichiarano battaglia con referendum e chiamate di piazza, ricordano la rimozione della legge di iniziativa popolare. Reazioni arrivano anche dalla Calabria.
Reazioni
Irto (Pd): "Sì a ddl momento più buio della legislatura"
"È il momento più buio di questa legislatura. Il ddl sull'autonomia differenziata è stato approvato in Senato con i voti della maggioranza ed a breve passerà alla Camera". Lo scrive, sulla sua pagina Facebook, il senatore del Pd Nicola Irto, segretario regionale del partito in Calabria. "È un colpo micidiale - ha aggiunto il parlamentare dem - ai diritti dei cittadini, che produrrà ingiustizie devastanti perché non sono stati definiti i Livelli essenziali delle prestazioni. E perché tra le materie che le Regioni potranno gestire da sole ci sono tutela della salute, istruzione, tutela e sicurezza del lavoro e perfino trasporto e distribuzione nazionale dell'energia. Non c'è un solo centesimo per ridurre i divari esistenti tra Sud e Nord e c'è il rischio di creare un Paese dove ci saranno giovani più o meno fortunati sulla base del luogo di nascita. Tutto questo è inaccettabile". "Continuiamo a lottare - dice ancora Irto - ma il governo e la sua maggioranza hanno già deciso di spaccare l'Italia".
Tucci (M5S): "Dramma a scapito del Sud"
"L'autonomia differenziata é un dramma a scapito del Sud". Così, in una nota, il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci. "Lo scambio politico tra Meloni e Salvini, la prima interessata alla riforma sul premierato e il secondo all'autonomia differenziata - aggiunge Tucci - lo pagano i meridionali con l'approvazione del disegno di legge Calderoli sul regionalismo differenziato. Tutto ciò significa che un cittadino del Sud avrà minori diritti sociali e civili rispetto a un cittadino del Nord. Le regioni più ricche, tenendo il gettito fiscale tutto per sé, potranno garantire migliori servizi, mentre quelle più povere, non avendo le risorse per garantirli, diverranno ancora più derelitte. Bella solidarietà. La 'patriota' Meloni ha spaccato l'unità nazionale e tradito il Mezzogiorno, si veda l'ultimo scippo al Sud di 15 miliardi di euro tra fondi Pnrr, Fondi di coesione e fondi perequativi, solo per avere in cambio pieni poteri".
Gruppo Pd: "Battaglia senza sosta per bloccare la secessione della Lega"
"Siamo davanti all’attacco più grave e subdolo lanciato all’unità del Paese e al Meridione d’Italia. Il centrodestra, pilotato dalla Lega di Matteo Salvini, ha ottenuto il via libera al Senato al progetto di autonomia differenziata che scava un solco incolmabile fra le Regioni del Nord e quelle del Sud, creando cittadini di seria e di serie B". Ad affermarlo è il gruppo del Pd in Consiglio regionale, dopo l’approvazione in Senato dell’Autonomia differenziata elaborata dal ministro leghista Roberto Calderoli. "Con un tentativo maldestro di confondere le carte affermando che l’autonomia in Costituzione l’avrebbe inserita il centrosinistra – prosegue la nota dei dem – il governo Meloni paga la sua cambiale alla Lega per avere in cambio il sì alla riforma del premierato e potere affrontare le elezioni europee con trofei da esibire sui palchi dei comizi. Sulla pelle degli italiani e dei cittadini del Sud il governo Meloni, il più antimeridionalista della storia d’Italia, continua dunque a perseguire esclusivamente i propri interessi calpestando diritti fondamentali e aumentando le disparità. L’ultimo report di Gimbe sulla migrazione sanitaria ha mostrato, numeri alla mano, gli effetti devastanti dell’autonomia differenziata sulla sanità nelle Regioni del Sud. E il presidente Cartabellotta ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro del gruppo del Pd sul tema. Eppure il governo continua a fare orecchie da mercante con la complicità inaccettabile dei governatori delle Regioni meridionali e dei parlamentari di centrodestra del Sud che stanno svendendo i diritti dei loro elettori. Il Pd – conclude la nota – come dimostrato dall’opposizione esercitata ieri a palazzo Madama, e dall’intervento del senatore Nicola Irto, darà battaglia fino in fondo, coinvolgendo tutte le forze sane della società, per bloccare una riforma dannosa, classista, divisiva che potrebbe segnare il punto di non ritorno per il Meridione e per il futuro del Paese".
Piccioni (Lamezia Bene Comune): “Una delle pagine più nere per il nostro Paese nella storia repubblicana”
“La giornata di ieri al Senato segna una delle pagine più nere per il nostro Paese nella storia repubblicana. Ci sono poi delle immagini che parlano più di tante parole: vedere i Leghisti sventolare in trionfo la bandiera di San Marco è un pugno al cuore duro da incassare per chi crede nei valori repubblicani. Diciamo le cose come stanno e diciamolo anche ai tanti elettori che hanno votato il centrodestra, in particolare Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia che a parole hanno sempre sbandierato i valori di patria e nazione: l’autonomia differenziata è un pesantissimo “tributo” che il governo Meloni ha dovuto pagare alla Lega e che tutto il Paese, in particolare il nostro Sud, pagherà negli anni a venire. Questa è la realtà, oltre la propaganda. É evidente a tutti che l’accelerata sul progetto di autonomia differenziata è solo ed esclusivamente funzionale a salvaguardare gli equilibri interni al centrodestra in vista delle europee. Un contenitore ‘vuoto’ che non dice nulla su ciò che realmente interessa la vita dei cittadini: come e quando si determineranno i livelli essenziali delle prestazioni, dove e come si troveranno le risorse per la cosiddetta perequazione, l’impatto reale sui servizi fondamentali per i cittadini. Uno spot “propagandistico”, per ora, apripista a breve di un disegno leghista che spacca il Paese, moltiplica le diseguaglianze, le disparità territoriali, i diritti e le opportunità tra cittadini delle regioni più in difficoltà e cittadini delle regioni più ricche. Ed è giusto fare sapere a tutti i calabresi che tra i sei senatori eletti in Calabria, ben quattro hanno votato a favore dell’autonomia differenziata, tutti di centrodestra: Minasi, Occhiuto, Orsomarso e Rapani. Viene da domandarsi: con quali ragioni, tra pochi mesi nella campagna per le europee, si presenteranno ai cittadini calabresi dopo aver ‘svenduto’ la Calabria e votato platealmente contro i diritti dei calabresi? Come motiveranno il fatto che hanno preferito ubbidire alla “disciplina di partito” e ai capi dei partiti del centrodestra invece di rispondere ai cittadini calabresi? Ora diranno che l’autonomia differenziata è “facoltativa”, che ogni regione potrà scegliere se richiederla o meno e che alla fine dovrà essere il governo a dare il via libera. È evidente cosa succederà nei prossimi anni quando le regioni del Nord, quasi tutte a guida centrodestra, chiederanno al governo di centrodestra maggiore autonomia: un’Italia non a due velocità, come purtroppo è ancora da decenni, ma a tripla, quadrupla, con differenti possibilità per i cittadini di godere dei diritti fondamentali. Pensiamo, solo per citare due questioni: cosa significherà per il mondo della scuola il concretizzarsi di una battaglia “storica” della Lega, cioè la regionalizzazione dei concorsi e l'abolizione dei trasferimenti da una regione all'altra? E ancora: ci rendiamo conto di cosa succederà nell'ambito sanitario, con le già drammatiche differenze nell’accesso alle cure fondamentali tra cittadini del Nord e cittadini del Sud? Ora si spiega, dopo le ultime dinamiche politiche della nostra città, anche perché il sindaco Mascaro ha sempre ‘declinato’ ogni iniziativa promossa dai sindaci calabresi contro l’autonomia differenziata. Ultima, la bella iniziativa, che ha visto come primo firmatario il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, che ha coinvolto tantissimi sindaci del Sud contro l’autonomia differenziata. Il sindaco Mascaro ha sempre preferito tirarsi fuori, ben consapevole di voler compiacere quel centrodestra partitico a cui oggi è ‘felicemente’ approdato. Ci piacerebbe sentire oggi la posizione di Mascaro rispetto al fatto che i senatori del suo partito Forza Italia, a partire da quelli calabresi, hanno votato a favore di questo scellerato disegno. Come si concilia tutto ciò con il fatto che Mascaro e l'intero Consiglio comunale, nel marzo 2023, hanno votato la mozione che ho presentato in Consiglio comunale contro l'autonomia differenziata? Come forze progressiste, insieme al mondo dell’associazionismo e del terzo settore, al mondo della cultura e del sindacato dobbiamo proseguire insieme una battaglia giusta contro “la secessione dei ricchi”. E dire ai cittadini, soprattutto agli elettori di centrodestra, le cose come stanno: l’autonomia differenziata è la conferma di come i rappresentanti del centrodestra calabrese, senza farsi troppi problemi, barattano i diritti e gli interessi dei cittadini calabresi in nome delle logiche di partito e di potere”. Così in una nota Rosario Piccioni, consigliere comunale Lamezia Bene Comune.
Partito Democratico di Maida sull’autonomia differenziata
“Il circolo del Partito Democratico di Maida sente tutto il peso della responsabilità di denunciare l’ennesimo tentativo di impoverimento del Meridione d’Italia attraverso la recente approvazione del DDL sull’autonomia differenziata in Senato. Il Governo Meloni in una logica di orrendo baratto politico tutto interno alla maggioranza, con l’avallo di tutti i senatori e deputati di centrodestra del Sud (45 in totale), sta concretizzando una scelta politica scellerata, portando l’Italia ad essere sempre di più una Nazione dove le regioni più povere continueranno a impoverirsi, sottoponendosi alla miope visione di un certo leghismo che oltre a voler dividere l’Italia dall’Europa e dall’Occidente, ora vuole dividere ulteriormente il Nord dal Sud del Paese. Caduta nel vuoto la rassicurazione chiesta dai più di approvare una simile riforma solo dopo essere certi della presenza delle risorse economiche in grado di garantire i Lep (livelli essenziali delle prestazioni) almeno per i servizi fondamentali che riguardano prioritariamente la salute e la scuola. L’autonomia differenziata amplierà i divari soprattutto in servizi pubblici fondamentali come il Sistema Sanitario Nazionale, destinato a scomparire per come venne concepito nel 1978, cioè come un sistema improntato ad equità, uguaglianza e universalità. Già oggi ci troviamo nella situazione di avere 21 sistemi sanitari con funzionamento e regole diverse in ogni regione. Figuriamoci se tale differenza divenisse strutturale come a conti fatti avverrà con l’applicazione della legge sull’autonomia differenziata! Il segretario del circolo locale Francesco Pileggi ha sottolineato “Questa legge non è altro che un capolavoro in negativo di smantellamento e impoverimento ai danni del Mezzogiorno. Riteniamo convintamente che la soluzione per uscire dalla crisi non è quella dell’egoismo regionale, ma quella della solidarietà nazionale. Dopo il passaggio alla Camera ritengo sia necessario che il PD e le altre forze politiche e sociali contrarie si mobilitino per avviare l’iter che porti al referendum abrogativo. Non dobbiamo cedere di un passo, soprattutto i cittadini del Sud”.
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