Dal caro vita al lavoro, per i giovani calabresi il 2024 è l’anno delle incertezze

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Lamezia Terme – Sul finire dell’anno anche i giovani lametini tirano le somme del proprio 2023. Con l’onda lunga della pandemia e i suoi effetti che continuano a impattare sulle nostre vite, i conflitti e i conseguenti rincari e aumenti in vari ambiti, ci si appresta a dare il benvenuto al 2024. E come sempre gli ultimi giorni di dicembre diventano anche tempo di bilanci e valutazioni. Così, sia i giovani calabresi che hanno scelto di partire e cercare di realizzare i propri sogni lontani da casa che quelli che hanno scelto di restare, si ritrovano a fare i conti con i medesimi problemi. Stabilità economica, possibilità di avere una casa di proprietà e magari mettere su famiglia, trovare un lavoro soddisfacente. “La nostra fortuna è avere un tetto tutto nostro dove tornare”, racconta una giovane mamma lametina intervistata. A ciò si aggiunge l’appoggio incondizionato di genitori e nonni che dai servizi domestici, alle commissioni, diventano anche baby-sitter. Un supporto inestimabile ed essenziale per le giovani famiglie. Ritornando alla questione “casa”, negli ultimi anni, chi non ha una propria abitazione, magari lasciata in eredità da nonni o genitori, preferisce l’affitto anziché l’accollarsi di un mutuo. Questo quando emerge dai sondaggi nazionali sul tema. Una spesa comunque notevole ma che pesa meno considerando vari fattori e l’instabilità dei giorni d’oggi.

“Risparmiare e mettere soldi da parte sono argomenti che fanno ormai parte di un tempo passato” riflette una ragazza. Un’abitudine radicata che si tramanda da generazioni e che oggi viene meno. Questo alla luce di entrate basse e spese maggiori e irrinunciabili. Dal Caro benzina, al caro viaggi passando per i vari aumenti anche di beni di prima necessità, il 2023 non ha certo favorito l’aumento del budget da “mettere da parte”. E se le nuove generazioni, secondo quanto emerge dai sondaggi a livello nazionale, sono più ottimiste, così non è per gli over30. In questo periodo di festa ci si ritrova a fare i conti con un budget risicato che incide negativamente anche sui regali. A vincere è, infatti, il riuso, la gastronomia e i regali utili.

Oggi si punta, quindi, a risparmiare per arrivare a fine mese. “Rinunciamo alle uscite e alle serate in pizzeria” prosegue la giovane mamma di Lamezia “ma non possiamo rinunciare a quanto necessario per i bambini: dall’occorrente per la scuola alle attività extrascolastiche o alla spesa, il conto diventa molto salato”. Situazione non rosea nemmeno per chi vive da solo. Stipendi e tredicesima che volano via tra bollette, affitto e spese di prima necessità. Sono pochi i “lussi” che i giovani si possono concedere. Così anche le uscite vanno ponderate. E, tra le tante incertezze rimanere a casa di mamma e papà è spesso una scelta obbligata.

Condizione abitativa: il tradizionalista, l’autonomista e l’indeciso

In un recente studio una ricerca di Demoskopika, più di 7 intervistati su 10 (74,5%) vivono stabilmente con la propria famiglia di origine, quota che sale all’89,0% nella fascia d’età intermedia (24-29 anni) e al 96,5% in quella più giovane (18-23 anni). Emergono così dalla ricerca alcune categorie giovanili: il tradizionalista, l’autonomista e l’indeciso. Nel primo profilo rientrano coloro i quali, al netto di chi sta ancora studiando, preferiscono vivere con i propri genitori senza alcuna esigenza di andare a vivere “fuori casa” e dunque idealizzano il nido familiare come la loro comfort zone dalla quale non allontanarsi. Appartiene a questa categoria il 13,8% dei soggetti intervistati, che ha dichiarato di vivere bene in casa con i genitori mantenendo, comunque, il proprio spazio di libertà. Comportamento diametralmente opposto vale per il 27,8% del campione raggruppato nella categoria dell’autonomista. Questo profilo, pur manifestando una convinta volontà di abitare autonomamente, non ne ha l’opportunità perché non è in grado di sostenere le spese di un affitto o, peggio ancora, dell’acquisto di una casa (13,3%) e soprattutto perché non riesce a trovare un lavoro stabile (14,5%). Il 3,7% degli under 35, infine, può essere ascritto alla categoria degli indecisi, raggruppamento in cui si tende in maniera continuativa a procrastinare alcune fondamentali scelte di vita personali, e quindi a compiere, in altri termini, quei passaggi cruciali per tracciare la transizione verso l’età adulta.

Giovani e futuro

Se è vero che quasi la metà del campione (45,6%) dichiara di dipendere, economicamente, ad oggi, dai genitori è altrettanto vero che ciò non fiacca la fiducia sulle prospettive future. In particolare, la quota di giovani che guarda al futuro con ottimismo, pensando che la propria situazione nei prossimi 5 anni migliorerà, è pari al 62,6%. Per il 23,8%, invece, la propria situazione personale non subirà cambiamenti, ma “resterà la stessa, mentre poco più di un intervistato su 10 (12,9%) esprime incertezza. Infine, solo una quota esigua, lo 0,7%, prevede un peggioramento. Questo quanto emerge dal recente studio Demoskopika sui giovani coinvolti nella ricerca con Cueim e TI&SI nell’ambito dei Living Lab cofinanziati dalla Regione Calabria. Al via iBEG, la piattaforma sulle politiche giovanili a supporto degli enti locali. Coinvolti i giovani dei comuni pilota di Catanzaro e Vibo Valentia.

Di conseguenza ci si sposa sempre più tardi, si parla in media tra i 35-40 anni. Negli ultimi anni è record negativo per la natalità. Inoltre, emerge dai sondaggi, in media si diventa madri a 32-33 anni. Si chiude così un anno difficile costernato dalla continua fuga dei giovani dal Sud Italia. In merito alla propensione alla mobilità, intanto, (sempre sulla base della ricerca Demoskopika) 3 giovani su 10 si dicono pronti anche a trasferirsi all’estero per realizzarsi. Un’emergenza nelle emergenze con la Calabria che continua a perdere migliaia di giovani.

R. V.

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