Morti due 20enni in incidente nel Cosentino, Procura apre un fascicolo - Reazioni

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Cosenza - La Procura della Repubblica di Castrovillari turno ha aperto un fascicolo sull'incidente stradale nel quale, questa notte, a Cassano allo Ionio sono morti due ventenni, Chiara Garofalo e Antonio Graziadio, e altre quattro persone sono rimaste ferite, due delle quali, una 16enne ed un 18enne, in maniera grave. Una comunità sotto shock per i due giovani amici, Chiara aveva festeggiato da qualche giorno i 20 anni e aiutava i suoi genitori nel panificio di proprietà della famiglia, mentre Antonio era elettricista.

Le salme delle vittime sono state trasportate nell'obitorio di Cassano allo Ionio e nelle prossime ore il magistrato deciderà se autorizzare la restituzione alle famiglie o se disporre l'esame autoptico. Gli altri due ragazzi rimasti feriti sono stati trasportati all'ospedale di Cosenza dove sono ricoverati in prognosi riservata. I due uomini che viaggiavano a bordo della Mito sono stati portati nell'ospedale di Corigliano Rossano e non sono gravi.

La ricostruzione dell'incidente

Secondo una prima ricostruzione, la Alfa Romeo Mito, con due uomini a bordo, proveniva da Corigliano-Rossano e stava svoltando per andare verso la statale 534, mentre la Panda con i 4 giovani a bordo proveniva da Sibari e andava verso Corigliano-Rossano. L'impatto, dai primi rilievi, sarebbe stato frontale. La dinamica dell'incidente è in fase d'accertamento da parte dei carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio che, insieme ai vigili del fuoco e ai sanitari, sono intervenuti sul posto.

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Sindaco Cassano: "Giornata buia e di dolore"

"È una giornata buia, nonostante il sole. Una giornata di dolore, tragica. Difficile da raccontare, ancor più da capire. Una volta ancora, Cassano in lacrime piange i suoi figli troppo presto strappati alla vita". Lo scrive il sindaco di Cassano allo Ionio Gianpaolo Iacobini, sulla sua pagina Facebook, dopo l'incidente. "Nel silenzio - aggiunge - una preghiera per Chiara e Antonio, ed un abbraccio alle loro famiglie. E nel silenzio tratteniamo il respiro, per gli altri due giovani rimasti gravemente feriti".

Vescovo: "Silenzio pesa come una pietra"

"Oggi il nostro silenzio pesa come una pietra. Chiara e Antonio non sono più. Non erano solo due nomi: erano vita che sbocciava, sogno in cammino, luce promessa a un domani che ora sembra essersi spento troppo presto. Eppure, nella notte della loro assenza, qualcosa di luminoso resta, in sordina, come una brace che non si lascia spegnere ed anche nel gelo del dolore, riesce a donare ristoro". Lo scrive in una nota il vescovo di Cassano allo Ionio e vice presidente della Cei, monsignor Francesco Savino ricordando i due ventenni. "Antonio e Chiara - prosegue - sono il Vangelo del chicco di grano che quando cade in terra e muore, non scompare: porta frutto anche se oggi non è facile crederci. E forse non serve crederci subito: serve piangere, come fece Gesù davanti alla tomba dell'amico Lazzaro. Le lacrime del figlio di Dio, non sono debolezza: sono l'altra faccia dell'amore. 'Guarda come lo amava!'. Chiara, Antonio, vi guardiamo come chi vi amava e vi ama e vi pensiamo così, come due mani che si cercano nell'eternità. Non vi diciamo 'addio', ma 'a presto', perché Dio non divide, ricompone. Il vostro amore, nato tra le strade della nostra terra, ora abita il cuore stesso del Cielo, dove ogni ferita diventa luce e ogni mancanza promessa, possibilità".

"A voi che restate, soprattutto a chi è ferito nel corpo e nell'anima - conclude monsignor Savino - diciamo solo questo: non lasciate che la morte pronunzi l'ultima parola. Lasciate che l'amore lo faccia per voi. Perché l'amore, quando è vero, non conosce fine: si trasforma in eternità. Guardate come si amavano e fate di quell'amore sete di vita. E ora, con il cuore che tace e prega, affido Chiara e Antonio alle mani del Padre. Prego perché il loro sorriso, custodito per sempre in Dio, diventi per noi una luce che non si spegne, anche quando la notte sembra più forte di ogni speranza".

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