Convegno su 'L'arte del pensare come cura interiore ed esistenziale' con la relazione di Filippo D'Andrea

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Lamezia Terme - Mercoledì 18 marzo si è svolto all'Uniter di Lamezia, presieduta dalla prof.ssa Gabriella Colistra, un convegno su “L'arte del pensare come cura interiore ed esistenziale” con la relazione del prof. Filippo D'Andrea, nella sua veste di Counselor Filosofo. Dopo l'introduzione del dott. Giovanni Caruso, neuropsichiatra, che ha presentato il relatore soffermandosi sul suo vasto impegno culturale sia nel campo filosofico che teologico e ricordando in coerenza col tema che è autore di traduzioni in lingua italiana, con prefazione-saggio, di due libri di uno dei fondatori delle pratiche filosofiche e di fama mondiale, l'israelo-americano Ran Lahav, “Contemplazione filosofica. Teorie e tecniche del contemplativo” e “Contemplando Filosofi Antichi”, per le Edizioni Loyev Books, Vermont, USA, oltre ad avere relazionato al XXXVI Congresso Nazionale della Società Filosofica Italiana dal tema “La domanda civile di Filosofia” di cui sono stati pubblicati gli Atti. E ad aver pubblicato tre volumi in supporto alla Contemplazione filosofica con la casa editrice GrafichEditore.

Prendendo la parola Filippo D'Andrea ha tracciato in sintesi la storia della filosofia dedicata alla cura ed alla crescita dell'uomo a cominciare dal “salire verso la verità ed il bene che ogni anima desidera” di Platore, al “non cessare di scoplire la tua propsira statua, finché non brilli in te la chiarezza divina delle virtù” di Plotino, alla viglianza-tensione dell'anima dello Stoicismo, ad Epicuro e la sua ricerca della felicità personale liberandosi dalle paure interiori, alla filosofia come guarigione aperta al “piacere divino” di Lucrezio. Ed attraversando la Patristica e le “Confessioni” di Agostino d'Ippona è arrivato ai filosofi non-accademici (Schopenhauer, Kierkegaard, Nietzsche) fino agli esistenzialisti (Husserl, Heidegger). E poi il Relatore ha toccato i fondatori della filosofia  “terapeutica”, in senso ippocratico, come accompagnamento-cura-terapia-crescita-elevazione-trascendimento: Gerd Achenbach e le sue filosofie-in-pratica come consulenza filosofica, Ran Lahav e la sua ricerca di saggezza per “comprendere la vita” mediante l'ermeneutica nel discernimento della propria “visione del mondo”, ed altri. La direzione significante della filosofia terapeutica e della consapevolezza è una viva intelligenza in un itinerario di “comprensione vissuta” o vissuto cosciente.

"Si tratta – ha affermato D'Andrea – di prendersi cura della propria spiritualità umana, in un'ottica antropologica in cui si accende la meraviglia di fronte alla vita, lo stupore nel quotidiano, il desiderio di senso, la contemplazione della bellezza e lo sguardo sul bene. Ed in questo cammino affacciarsi all'Ulteriorità, all'Altrove, alla Luce nell'essere. In verità – ha detto il Relatore – già nel Sud d'Italia i Pitagorici hanno sperimentato la ricerca intellettuale e l'esperienza spirituale, in forma liturgica, gli Eleatici con Parmenide e la sua ontologia dell'essere unico, Zenone e la sua dialettica filosofica, Melisso e la sua infinità dell'essere hanno toccato questi terreni della consapevolezza e cercando uno sguardo significativo sul mondo, di  comprendere l'uomo nella sua essenza. In questo senso è necessario ri-assumere la filosofia come cammino di umanizzazione piena- ma anche di cura delle ferite interiori ed esistenziali, come guarigione alla fonte della conoscenza e delle spiritualità formate dai popoli nella storia umana, tenendo sul fondamento, in funzione ermeneutica e con postura inclusiva, le Scritture neotestamentarie secondo la metodologia e l'intelligenza paolina di accogliere il bene da ovunque venga, compreso i non-credenti e gli atei, che è da privilegiare per la crescita della persona, fragile, frammentata e disorientata, nella cultura contemporanietà".

"Una postura-funzione filosofica che è relazione in grado di sostenere la persona nelle fasi difficili, tumultuosi e di cambiamento della vita, con un serrato e sereno dialogo sui contenuti nel ripensare il modo di intendere e vivere, sui modi di percepirsi e sentirsi, e può favorire l'autodeterminazione e l'ottimizzazione delle risorse personali favorendo la costruzione del benessere olistico. Il Counselor filosofico – ha concluso il prof. D'Andrea – cerca di ordinare le vele per consentire di gorvernare il vento e diventare guida di se stesso, nei nodi problematici e/o per la crescita integrale della propria persona. E il filosofo dell'autochiarificazione, della coscientizzazione, del discernimento esistenziale sui paesaggi dei convincimenti, degli atteggiamenti mentali, delle scelte interiori, della conduzione della ferialità, delle aspirazioni, degli aneliti, dei nodi razionali e 'morali', dei sentimenti, dell'intelligenza emozionale  e degli stili comportamentali. Un dibattito plurale coordinato, con garbo e fine stile, dal dott. Caruso, con interventi di diversa professionalità (docenti di diverse aree disciplanari, presidi, medici, giuristi, ecc.) e molto qualificati  hanno arricchito l'evento aprendo sollecitazioni che hanno consentito di integrare il dire del prof. Filippo D'Andrea, il quale ha accolto anche la proposta di offrire altri momenti di approfondimento all'argomento della Filosofia Terapeutica e della cura-crescita della persona umana".

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