"La mancanza di lavoro ci ruba la dignità”

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Ieri a Napoli Papa Francesco con forza ha ripetuto quanto da tempo sta denunciando: "La mancanza di lavoro ci ruba la dignità. E senza lavoro ciascuno di noi può scivolare verso la corruzione". Parole, seppur con un valore universale, più incisive se pronunciate in una realtà simbolo del nostro Mezzogiorno, quale è Napoli. Da tempo stiamo denunciando l’emergenza lavoro come una delle priorità da affrontare in questo tempo di crisi soprattutto nel nostro Sud, una denuncia che accompagniamo con  una riflessione volta a mettere a fuoco  le cause profonde di questo dramma sociale, ed a sperimentare possibili nuove vie per affrontarla e governarla. Da dove partiamo? Dal più recente magistero della Chiesa, dalle encicliche di Benedetto XVI (Caritas in Veritate) e di Papa Francesco (Evangelii Gaudium), encicliche dove è chiara ed illuminante l’analisi della attuale crisi socio economica internazionale ed altrettante chiare sono le direttive che dovremmo seguire per tentare, tutti insieme, di superare questa barriera dell’impotenza.

Da qui prende forma la nostra proposta di un nuovo modello di sviluppo, non di sola crescita, dell’Italia che abbiamo definito Economia di Pace.  Un primo obbiettivo è la rappresentazione della “realtà”  richiamando i dati statistici sia della SVIMEZ che dell’ISTAT che, accendendo un faro sulla profonda divisione, Nord e Sud, del nostro Paese, riportano la questione meridionale al centro dell’attuale dibattito sociale, economico e politico. Da questa realtà il coraggio di una proposta:  il Mezzogiorno come  opportunità di “rinascita” per l’Italia. Una proposta frutto  della assunzione di responsabilità di una società civile (mondo culturale, economico, imprenditoriale) consapevole della necessità di dover collaborare ad una strategia necessariamente nazionale per superare questa crisi epocale e prevenire il rischio di una disgregazione nazionale.

La visita di Papa Francesco a Napoli e tutte le sue parole danno maggiore forza al nostro impegno. E’ suonata una campana, la questione meridionale non può più essere oggetto di dibattiti culturali di appassionati meridionalisti,  è necessario che l’Italia tutta sia consapevole che per uscire da questa crisi siamo tutti chiamati a superare la storica divisione socio-economica tra un  Nord produttivo ed Sud assistito. E’ necessario ripensare una strategia nazionale che sappia coniugare le potenzialità dei diversi territori con i drivers economici internazionali, in un quadro geopolitico euro mediterraneo. Ridefinire la missione del nostro Paese, ritrovare la nostra missione come popolo per affrontare il terzo millennio.

Una utopia? Si una sana utopia di un popolo che si riconosce in valori condivisi, come dice spesso Papa Francesco,  una sana utopia capace di ispirare risposte concrete per l’avvio di nuovo sviluppo equo e sostenibile che attraverso nuove politiche industriali sappia creare lavoro, restituire speranza ad un popolo. Il primo passo? La consapevolezza di doverci impegnare non come singole persone o rappresentanti di gruppi di interesse ma come “comunità” tesa alla costruzione del “bene comune”. Questa la direzione seguita dai promotori di “Economia di Pace, un nuovo paradigma per la questione meridionale”. La scorsa settimana la rete televisiva TV 2000 ha ospitato la nostra iniziativa nel programma “SIAMO NOI”, e di questo siamo grati (questo il link:  http://www.tv2000.it/siamonoi/video/sud-puntata-del-17-marzo-2015 ) certi che il dare voce alle ragioni storiche del nostro Sud restituirà dignità all’Italia.

Nelida Ancora

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