Lamezia Terme - "La sanità calabrese vive da anni una condizione di degrado che non è più tollerabile. Decine di postazioni del 118 chiuse, il 70% delle ambulanze senza medici, mezzi di soccorso che arrivano dopo un’ora o due invece dei 30 minuti previsti, guardie mediche serrate, ambulanze prive di defibrillatori o ossigeno. Numeri che non restano solo sulla carta, ma che si traducono in tragedie quotidiane: un padre di 48 anni morto a San Giovanni in Fiore dopo tre ore di attesa, una bambina di 12 anni a Soverato deceduta perché i soccorsi sono arrivati due ore dopo, uomini stroncati da infarti e crisi respiratorie a Fuscaldo, Lamezia, Corigliano-Rossano e Trebisacce per ambulanze arrivate tardi, senza medici o senza strumenti salvavita. E poi le liste d’attesa infinite, che condannano a sofferenze e rinunce" è quanto si legge in una nota di Francesco Grandinetti del Pd.
"Dietro questi numeri - precisa - ci sono volti, famiglie, storie di dolore. E il dolore delle persone non può essere preso in giro con frasi di circostanza o slogan sui social. La sanità pubblica è gratuita, è un diritto costituzionale intoccabile. Oggi però assistiamo al tentativo di spostare lentamente l’attenzione verso la sanità privata: realtà che può avere un ruolo, ma che non può e non deve mai sostituire la sanità pubblica. Perché chi ha risorse economiche trova sempre una strada, ma chi non ha mezzi resta solo, abbandonato, condannato a vivere la malattia come una lotteria di sopravvivenza. Per questo oggi, di fronte alle elezioni regionali, dobbiamo essere chiari: i cittadini devono scegliere chi davvero, con coerenza e senza compromessi, s’impegnerà a restituire dignità alla sanità pubblica in Calabria. Non bastano le promesse elettorali, non bastano i post o gli slogan giornalistici. Serve un impegno reale, continuo, trasparente".
"La sinistra, se vuole tornare a essere credibile, deve ritrovare la propria unità e la propria vocazione originaria: difendere i più deboli, garantire uguaglianza nei diritti, rispettare i bisogni dei meno abbienti. Perché chi, anche dentro la sinistra, sceglie di piegarsi ai compromessi o di guardare alla sanità privata a scapito di quella pubblica, tradisce quei valori fondamentali e non può chiedere il voto come “vera sinistra”. Il tentativo della Lega di imporre l’autonomia differenziata è un esempio chiarissimo di chi non difende i più deboli: significherebbe aumentare ancora di più le disuguaglianze, condannando i calabresi a essere cittadini di serie B. Questa non è la strada giusta, e chi vuole davvero difendere la nostra terra deve dirlo con forza, senza paura".
"Non possiamo più permetterci divisioni o mezze misure. Le ideologie forse qualcuno dice che non esistono più, ma i sentimenti sì. E non si può ondeggiare tra sentimenti completamente opposti. Chi ha governato fino ad oggi ha avuto soldi e potere dalla sua parte, noi abbiamo solo la forza della verità, l’urlo dei cittadini più fragili e il dovere di difendere i loro diritti. Se non ci smarchiamo con decisione dai compromessi e dalle ambiguità, continueremo a perdere. Ma se avremo il coraggio di gridare senza paura, di difendere ad oltranza la sanità pubblica, di stare davvero dalla parte dei più deboli, allora potremo restituire speranza e dignità alla Calabria. Incominciamo dalla nostra Lamezia, diamo un esempio scegliendo liberamente, con convinzione, chi è davvero vicino ai bisogni della gente. Andiamo a votare senza condizionamenti, mostrando che i calabresi sanno decidere con la propria testa. Solo così daremo un segnale forte: i diritti non si barattano, i più deboli non si tradiscono".
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