
Lamezia Terme - "Mi prenderò una pausa, ma sicuramente lascerò la lega". A dirlo, Antonietta D'Amico, ex assessore comunale all'Ambiente "silurata" dal suo partito e revocata dal sindaco di Lamezia, a margine della conferenza stampa convocata per fornire ulteriori dettagli su una decisione "subita" e che ancora lascia il segno nelle parole di una "militante che si è sempre spesa per il partito" al contrario di chi "è arrivata solo in occasione della campagna elettorale". La D'Amico non la cita, ma il riferimento a chi è subentrata al suo posto in Giunta è chiaro. All'interno del Chiostro San Domenico c'è molta gente, elettori della D'Amico, ma anche curiosi che vogliono ascoltare le parole dell'ex componente dell'esecutivo cittadino. E prima di entrare e prendere posto da sola al tavolo e parlare, la D’Amico non si sottrare alle domande del cronista anticipando i temi della conferenza.
"Le motivazioni della mia revoca - aggiunge - mi hanno molto colpito devo dire la verità e amareggiato, perché sentire dal sindaco che perde la fiducia nei miei confronti, sinceramente non me l'aspettavo perché la fiducia io fino all'ultimo l'ho sempre avuta da parte sua e quindi questa giustificazione mi ha sinceramente colpito. Però d'altronde sono stata io a chiedere una revoca, perché io ho detto già negli ultimi tempi che non mi sarei dimessa, perché comunque non avevo motivo per dovermi dimettere, se non delle incompatibilità che comunque c'erano col mio gruppo consiliare e purtroppo avevano esacerbato gli animi. Diciamo che negli ultimi mesi io non ho lavorato con serenità. Sebbene abbia comunque lavorato tanto, però le incompatibilità stilistiche e operative erano diventate inconciliabili e non c'era la più possibilità di conciliare la situazione".

Nel decreto di revoca il sindaco parla di motivazioni anche personali, non solo politiche e ci sono una lunga serie di omissis. Lei è a conoscenza del contenuto?
"Si. Riassumo in una perdita di fiducia. Mi dispiace perché mi stanno arrivando pettegolezzi e quindi questo mi dispiace anche perché non riesco a capire la perdita di fiducia. Lui forse si riferisce al fatto che c'è stato un'incomprensione tra di noi. Perché l'ultima volta che ci siamo visti lui aveva forse capito che io mi sarei dimessa, quando io assolutamente non avevo alcuna intenzione di dimettermi e quindi diciamo che io credo che lui intenda questo. Ma sinceramente non ho motivo di pensare che io abbia potuto tradire la sua fiducia".
Il sindaco quindi le aveva chiesto di dimettersi di sua sponte per le pressioni che riceveva dal partito?
"Le pressioni c'erano e tante, quindi probabilmente tutti aspettavano le mie dimissioni, ma io ho cercato di rimanere, resistere finché ho potuto, perché non trovavo motivo di dovermi dimettere".
Perché c'erano divergenze con il partito?
"La più grossa divergenza noi l'abbiamo avuta al momento della delibera per quanto riguarda la bonifica dell'area Scordovillo. Lì c'è stata una prima divergenza perché insomma abbiamo avuto le prime discussioni interne al partito. Su quello loro mi accusavano di essere dalla parte del sindaco paradossalmente, quindi lì c'è stata la prima rottura e poi tutta una serie di incompatibilità, diciamo così, per quanto riguarda la bonifica. Gli altri come hanno dichiarato nel comunicato, preferivano una distribuzione di questa bonifica in alcune aree, parlavano di Caronte e di altre aree. Io sinceramente, sebbene la delibera è stata portata avanti dal sindaco, e non è stata una delibera che ho presentato io come assessorato, mi trovavo d'accordo, essendo stato firmato un atto di Giunta in cui appunto ero d'accordo del fatto che l'intervento dovesse essere in un'area particolarmente critica dal punto di vista ambientale, che è l'area di Scordovillo".
Torniamo sugli omissis perché è importante, al di là della privacy, quindi di dati personali eccetera. Da un punto di vista politico, qualcuno sostiene, forse come da pettegolezzo di cui lei stessa parlava, che in quegli omissis c'è qualcosa che riguarda il famoso audio del sindaco sui cittadini di S. Eufemia? È vero?
"Ecco, io proprio a questo mi riferivo. Mi è arrivata anche a me questa voce. Negli omissis non si parla di questo, si parla e si ribadisce questa perdita di fiducia. Assolutamente posso confermare di non essere stata stessa io a diffondere l’audio. Questa che è una voce che poi uscita fuori anche con la le dimissioni della Bifano e con le dimissioni della De Sensi".
Da papabile candida a sindaco ad essere estromessa da una Giunta con la Lega dentro. Che effetto fa?
"E' proprio questo che mi ferisce e mi dà particolare amarezza in questa situazione, perché io sono stata per tanto tempo una militante e ormai questo termine mi viene quasi disgusto a dirlo. Perché è una delusione talmente grande per essere stata una che con nove mesi di pancia ho fatto le campagne elettorali mi sono sempre data al partito in momenti in cui dovevo avere una tutela per tutto quello che avevo fatto. Era il mio percorso ed è sparito il partito alle mie spalle. Completamente sparito per dare spazio a qualcuno che si è presentato nel partito solo nella fase elettorale. Quindi questo mi ha molto ferito e mi ha fatto fare anche delle considerazioni".
Responsabilità del gruppo dirigente? In primis del deputato Furgiuele?
"È un grande dispiacere per me. Io per Domenico nutrivo e nutro grande affetto e nutrivo stima, però sinceramente in questa situazione capisco che lui sia stato in imbarazzo. Io prenderò le mie decisioni perché non ho voglia di stare in un posto in cui non sono apprezzata".
A.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
