A Martirano solidarietà, momenti ludici e ritorno alle tradizioni nell’attesa del Natale

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Martirano – “In occasione della Festa dell’Immacolata a Martirano oltre alle sentite celebrazioni religiose, tenute dal nostro parroco Don Antonio Stranges, nella Concattedrale dell’Assunta e dell’apertura straordinaria del  Museo diocesano “Paolo VI” nell’ex chiesa “Dell’ Immacolata”, si sono svolte una serie di manifestazioni che a cui hanno partecipato in pratica tutti i martiranesi” è quanto si legge in una nota.

  “I più piccoli – fanno sapere - sotto lo sguardo attento delle animatrici dell’Oratorio parrocchiale “Giovanni Paolo II” hanno dato vita ad una tombolata che si è protratta per tutta la serata. I premi ovviamente erano gli oggetti donati in beneficenza e la gioia delle bambine e dei bambini, spesso incontenibile, ha riportato l’atmosfera autentica del Natale che si sta avvicinando. Inoltre, sempre le bambine dell’oratorio hanno curato, con raro esempio di dedizione, gli allestimenti esterni che hanno dato un tocco di magia e ravvivato la Piazza".

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“Sul sagrato della Chiesa, che si affaccia su Piazza Vescovado – aggiungono -  è stato allestito un vero e proprio mercatino di oggetti tipicamente natalizi, realizzati con materiali poveri che abili mani “artigiane” hanno  trasformato in piccoli “cadeau”  andati a ruba anche per merito delle signore, ideatrici del progetto,  che per l’occasione si sono trasformate in  valenti imbonitrici. Ovviamente il ricavato è stato destinato ad opere di beneficenza”.

 “Per finire – concludono - un gruppo di donne ha sorpreso  tutti con una parata di lavori all’uncinetto. Un caleidoscopio di colori e di forme che hanno costruito una coperta, un albero di Natale e delle strutture sospese nel cielo. Le stesse donne che in occasione della festa della Madonna del Rosario a Ottobre avevano creato un tappeto aereo sempre con geometriche forme fatte all’uncinetto. Oltre alla bellezza stanno cercando di riprendere un’antica attività tipica delle generazioni passate che era anche una forma di socializzazione  e di evasione. E in tutto questo  si è sentita la necessità di avere anche un rapporto con altre realtà solidali come l’Associazione “Terra di Piero” di Cosenza  a testimonianza che anche in un piccolo paese, statisticamente destinato all’estinzione demografica,  si possa allungare lo sguardo oltre all’oggi”. 

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