
Reggio Calabria - "Iniziative come 'Liberi di Scegliere' promuovono il valore della legalità, nella convinzione che per contrastare la criminalità organizzata, occorra l'azione della magistratura e delle forze dell'ordine, ma anche la reazione corale della società civile e l'assunzione, da parte delle Istituzioni, di provvedimenti in favore della legalità". Lo ha detto Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria, intervenendo a Roma al convegno "Progetto Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere", organizzato dall'associazione culturale "Biesse" in collaborazione con la Commissione parlamentare antimafia. "Il progetto 'Liberi di Scegliere', ideato dal magistrato Di Bella - ha aggiunto - è divenuto, in ambito nazionale, un faro di civiltà ed un esempio per altre iniziative. E siccome siamo tutti consapevoli che, soprattutto nelle realtà più critiche, sia necessario parlare ai giovani di giustizia e umanità contro le barriere del silenzio e della paura e, al contempo, dare a tanti figli di 'ndrangheta la possibilità di ricostruirsi una vita, aiutando questi giovani e giovanissimi a scegliere liberamente fra la legalità e un destino di mafia, tra legalità e un destino di carcere o morte, il Consiglio regionale che rappresento ha inteso riconoscere 'Liberi di Scegliere' e sostenerlo con una specifica legge". "La legge della Calabria, che speriamo possa essere replicata in altre regioni mentre è auspicabile che 'Liberi di Scegliere' sia adottato dal legislatore nazionale - ha sostenuto Mancuso - interviene nella fase del potenziamento della rete di sostegno sociale, necessaria per dare aiuto logistico, occupazionale e relazionale ai minori, donne o interi nuclei familiari che intendano dissociarsi dalle logiche criminali e dalle loro famiglie. La legge regionale prevede l'attivazione di un percorso educativo condiviso, che coinvolge le scuole di ogni ordine e grado, e ha la finalità di contribuire alla formazione di una cultura della legalità e dell'etica pubblica, attraverso la promozione e divulgazione del libro e del film 'Liberi di Scegliere'. Il sostegno del Consiglio regionale consiste nel finanziamento del premio culturale, pari a cinque borse di studio, intitolate a vittime delle mafie, dell'importo di 2 mila euro ciascuna, da assegnare a studenti o classi di istituti scolastici di ogni ordine e grado a seguito di partecipazione al concorso bandito annualmente". Mancuso ha anche ricordato che "per contrapporre al disvalore assoluto rappresentato dalla mafia i valori della cultura della legalità, il Consiglio della Calabria ha di recente approvato la legge 'De Masi' riservata agli imprenditori vittime della mafia. Una legge con la quale si intende dare strumenti di certezza nelle scelte di legalità degli imprenditori che resistono alle minacce mafiose. Si tratta di premialità per le imprese che denunciano, prevedendo nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti per l'aggiudicazione di contratti pubblici, l'assegnazione di un punteggio aggiuntivo alle imprese vittime di atti di criminalità".
Di Bella: "Liberi di scegliere? Serve una legge contro le mafie"
"Il protocollo è scaduto a dicembre e verrà rinnovato. Per dare continuità giuridica, culturale e psicologica al progetto "Liberi di scegliere" serve una legge". Così il presidente del Tribunale dei minorenni di Catania, Roberto Di Bella, intervenuto al convegno "Giustizia e Umanità Liberi di scegliere" dedicato al progetto che aiuta ragazzi, ma anche donne, ad uscire dalle loro famiglie che vivono un contesto di tipo mafioso, soprattutto in Calabria. L'incontro è stato organizzato dall'associazione Biesse in collaborazione con la commissione parlamentare Antimafia e il patrocinio del Consiglio regionale della Regione Calabria. "Sono 150 i minori entrati nel progetto, 30 le donne che hanno deciso di andare via e sette quelle che sono diventate collaboratrici di giustizia", aggiunge il giudice. Si tratta di provvedimenti "che comportano l'allontanamento dei minori dal gruppo famigliare" e il loro inserimento "in strutture comunitarie, interveniamo solo quando il metodo educativo mafioso determina un concreto pregiudizio, caso per caso". "Liberi di scegliere" è stato proprio al centro del convegno. Progetto che è diventato anche un format nelle scuole per educare alla legalità e che prevede la lettura dell'omonimo libro e del film Rai. Un format questo, realizzato con l'associazione Biesse, che ha ispirato anche una legge regionale. "Manca l'ultimo tassello che è quello legislativo", aggiunge Di Bella. L'associazione ha indetto anche un concorso nazionale per le scuole che prevede la donazione di borse di studio.
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