
Lamezia Terme - Una tranquilla famiglia borghese sommersa all’improvviso da una serie di problemi estremamente comuni ma allo stesso tempo destabilizzanti per tutti: “Cose di ogni giorno” è una commedia moderna che mette in scena le problematiche del nostro tempo, con leggerezza ma anche con grande risonanza, gettando luce sui mutamenti sociali che attraversano le vite di tutti. A ricomporre gli equilibri all’interno della famiglia sarà la madre, Rina, una donna forte e piena di risorse, che reagisce a una serie outing superando ogni pregiudizio. A interpretarla l’attrice italo-dominicana Denny Mendez, Miss Italia nel 1996 e con una lunga carriera artistica che la vede da sempre attiva sul grande e sul piccolo schermo, senza trascurare le scene teatrali. La vedremo al teatro Grandinetti giorno 30 marzo, accanto a Francesco Branchetti – e successivamente a Catanzaro e a Caulonia – in questo spettacolo pieno di brio, di cui ci racconta il profondo messaggio sociale.
Il suo personaggio è quello di una donna forte, capace di ricomporre l’equilibrio familiare. Quanto è stato impegnativo interpretare il ruolo che fa da perno all’intera sceneggiatura?
“In realtà, Rina è una donna come ce ne sono tante, in Italia e particolarmente in Calabria, una donna che ha la forza, la comprensione, la pazienza di andare incontro ai figli e al marito. Io sento molto la famiglia come valore, quindi questo ruolo, per quanto complesso, è stato per me estremamente stimolante, proprio perché raccoglie le sfide del nostro tempo. Un tempo in cui ognuno tende ad andare per conto suo, in cui non tutti hanno la forza di farsi carico dei problemi altrui e preferiscono in certi casi “abbandonare la nave”. Rina cerca di non farlo, e rappresenta in questo la forza delle donne”.
Questa pièce mette in scena temi di grande attualità, scomponendo i pregiudizi della società borghese. Lei crede che oggi, in un’ottica di presa di coscienza, il teatro possa avere anche una valenza sociale?
“È uno dei motivi per cui ho accettato questo testo. Interfacciarmi con questo tipo di dinamiche è stato bello, particolarmente in questo periodo della mia vita, ora che sono madre di una bambina di sei anni, e non solo a livello professionale ma anche umano. Il teatro permette un approfondimento di tematiche come la separazione o l’omosessualità che è maggiore rispetto alla televisione, dove di solito vengono sfiorate con pennellate superficiali. E poi, dopo il covid, andare a teatro è sempre di più una scelta: non è come premere un tasto sul telecomando”.
Cosa rappresenta per lei il teatro, e che tipo di personaggi preferisce interpretare in questa fase del suo percorso professionale?
“Di solito interpreto personaggi più frivoli, e quello di Rina mi piace perché è una sfida. In generale, poi, sono un’eclettica e non amo limitarmi o fare una scelta netta fra modalità espressive diverse. Vedere un’artista a teatro o in televisione, in un certo senso, è come vedere un cantante dal vivo ad un concerto e poi in un video musicale: è comunque arte. Certo il teatro è linfa, espressione, e soprattutto è una famiglia. Implica una forma di responsabilità da entrambe le parti, proprio perché è una cosa che si sceglie. Lo sento soprattutto quando porto in scena spettacoli nei piccoli centri: il rapporto che si crea con il pubblico che riceve il testo è bellissimo”.
Era già stata a Lamezia e in Calabria? Qual è il suo sentire rispetto a questa terra?
“Ho avuto la fortuna di vivere la Calabria sia d’estate che d’inverno, ed è un luogo che offre tantissimo, dal mare alle esperienze in montagna, sul Pollino ad esempio. È una terra complessa ma c’è tanta bellezza pura, vitale. Esistono delle difficoltà, ma c’è un’enorme caparbietà nell’affrontarle. Ogni volta scopro posti diversi, non necessariamente turistici o convenzionali. Quando sono a Lamezia, di solito, mi piace fare due passi sul Corso e farmi raccontare le ultime novità dalla gente”.
Giulia De Sensi
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