
Lamezia Terme - "Le due associazioni forensi in ambito nazionale da anni ormai perseguono, tra i loro obiettivi associativi, seppur distintamente ma con fine comune, il completamento della Riforma Vassalli attraverso la realizzazione della separazione delle carriere". Così, in una nota, il Presidente della Camera Penale di Lamezia Renzo Andricciola e il Presidente della Sezione AIGA Lamezia, Alessandro Ferrise che, precisano: "quella attualmente in essere, infatti, è la separazione delle funzioni, discorso ben diverso dalla separazione delle carriere e di cui al quesito referendario, che si tenta tuttavia di mal rappresentare all’opinione pubblica. L’avvocatura è unita e compatta a sostegno del SI, non a caso l’organo istituzionale quale il Consiglio Nazionale Forense che funge da capofila, e le maggiori associazioni di avvocati AIGA-UCPI-ANF-UNCC-ANAI-MF-GC si sono già espresse a favore della riforma. Siamo ben consapevoli di come in seno all’avvocatura vi siano animi e pensieri differenti che rispettiamo, ascoltiamo e con cui intendiamo confrontarci, con l’augurio che siano animati dal nostro stresso intento, cioè il miglioramento del sistema giustizia".
Nella Magistratura, aggiungono in una nota congiunta: "è in crescendo il numero delle adesioni al SI, è di ieri infatti la notizia della firma da parte di oltre 50 magistrati schieratisi apertamente per il SI alla riforma costituzionale del prossimo 22-23 marzo 2026. Riteniamo in ogni caso come dal confronto aperto e costruttivo, lontano dalle pagine dei quotidiani, ma più vicino ai cittadini, possa derivare una giusta rappresentazione all’opinione pubblica chiamata a decidere sulla riforma costituzionale. L’esito del Referendum non intaccherà in alcun modo autonomia e indipendenza della Magistratura, che rimarrà cardine costituzionale ineludibile, ma consentiranno al sistema giustizia di avvicinarsi indubitabilmente al giusto processo auspicato dagli stessi padri costituenti e che l’avvicendarsi dei tempi oggi rende non altrimenti prorogabile. Entrambe le nostre associazioni continueranno a spiegare le ragioni del SI attraverso confronti e attività pubbliche di divulgazione dei contenuti della riforma sentendo la necessità attuale e concreta di tornare a parlare del merito".
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