Lamezia, "Case fantasma in via Matteotti e da 60 anni famiglie in alloggi mai accatastati": la denuncia del Comitato

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Lamezia Terme – “Vivere per oltre mezzo secolo in un appartamento, pagare regolarmente l’affitto e poi scoprire che, per lo Stato, quella casa è ufficialmente un “orto irriguo”. Sembra la trama di un romanzo di Kafka, ma è la realtà kafkiana che vivono i residenti delle case popolari ATERP di Via Giacomo Matteotti a Lamezia Terme”. La vicenda, sollevata dal Comitato Spontaneo guidato da Domenico Porchia, ha dell’incredibile. Da anni, fanno sapere in una lettera aperta “gli assegnatari chiedono di esercitare il diritto di riscatto per acquistare gli alloggi in cui sono nati e cresciuti. La risposta dell’ATERP Calabria? Un laconico riferimento a "anomalie dei dati di identificazione catastale" che bloccherebbe tutto. Ma la verità emersa dalle verifiche dei cittadini è ben più amara: l’intero fabbricato, nonostante sia abitato da 60 anni, non è mai stato accatastato come civile abitazione. Al Catasto Terreni, quell’area risulta ancora come un appezzamento agricolo. In breve: per la burocrazia, decine di famiglie lametine vivono tra i solchi di un campo, non tra mura domestiche. Come se non bastasse il danno per i residenti - costretti a pagare canoni su rendite catastali presunte e a vivere in edifici degradati, privi di certificazioni energetiche e manutenzioni - emerge un nuovo, inquietante dettaglio. Anche la scuola adiacente ai fabbricati ATERP, frequentata ogni giorno da studenti e personale, risulterebbe nella medesima situazione: non accatastata. Un intero comparto urbano, nel cuore di Lamezia, sembra essere svanito dai radar della legalità urbanistica”.

Dal Comitato, pertanto, ci si chiede: “se gli edifici non esistono catastalmente, come vengono garantite le norme sulla sicurezza, l'agibilità e i collaudi strutturali? Le denunce del Comitato parlano chiaro: strutture abbandonate a se stesse, assenza totale di gestione condominiale e condizioni che ricordano realtà ben lontane dagli standard europei. Tutto questo mentre i canoni di locazione diventano sempre più onerosi per alloggi che, ufficialmente, non sono nemmeno commerciabili. Stanchi di rimpalli di responsabilità tra ATERP e uffici regionali, i cittadini, assistiti dal proprio legale di fiducia, hanno rotto gli indugi. È partita una raffica di denunce alla Corte dei Conti, alla Regione Calabria e alla Procura, oltre a una formale segnalazione all'Agenzia delle Entrate. "Siamo pronti a tutto - fanno sapere dal Comitato -non possiamo più accertare di essere invisibili per lo Stato quando si tratta dei nostri diritti, ma visibilissimi quando c'è da riscuotere l'affitto. Chiediamo che il Sindaco e il Prefetto intervengano subito: qui non è solo una questione di scartoffie, è una questione di dignità e sicurezza pubblica". Il tempo delle "anomalie" è finito. Ora servono le ruspe della burocrazia per abbattere il muro di gomma che da sessant'anni soffoca Via Giacomo Matteotti”.

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