
Lamezia Terme - Una festività molto sentita nella comunità francescana di Santa Maria degli Angeli, chiesa afferente al convento di Sant’Antonio di Padova, quella del Santo di Assisi, celebrata il 4 ottobre, dopo un triduo che ha visto coinvolta l’intera compagine parrocchiale, con la consegna del Premio Rosa d’argento alla missionaria Rosamaria Montano e una giornata dedicata dall’Ordine Terziario ai giovani e alle vocazioni. “La vita di Francesco è densa di momenti belli per la nostra sensibilità di moderni, ma quanto sacrificio” ha sottolineato il Guardiano del Convento frate Giuseppe Sinopoli, ripercorrendo la vita del Patrono d’Italia. Più volte ripreso nell’omelia il salmo “Sei tu Signore l’unico mio bene”, associato alla vita del Santo che “sconvolse i progetti pastorali della Chiesa di allora presentando una linea molto semplice: annunciare il Vangelo nella povertà ai poveri”. Poveri spiritualmente ma anche materialmente, perché “non dobbiamo annullare l’uomo: prima l’uomo, e poi nell’uomo occorre trovare Dio. Dobbiamo vedere Gesù crocifisso anche nell’affamato, anche nel peccatore, come lo ha visto Francesco”.

Non un santo da celebrare ma piuttosto da imitare, quello cui fa riferimento frate Sinopoli, invitando a “prendere sul serio la Parola di Dio, come ha fatto lui”: un messaggio deflagrante in un contesto sociale e in un momento storico che innegabilmente vedono le chiese svuotarsi e i sacramenti perdere di valore. Ancora forte tuttavia il senso di comunità attorno al Convento cittadino, che questa festa risveglia, rendendolo visibile anche nel partecipato offertorio, condiviso da tutte le realtà parrocchiali, compresa quella di Misà, parrocchia afferente a Santa Maria degli Angeli: un patrimonio raro, da custodire con cura.
Giulia De Sensi

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