
Lamezia Terme - "Sabato sera, 24 gennaio, in una sala del Chiostro San Domenico, gremita di gente, il Comitato "Difendiamo la Costituzione" aderente al Tavolo nazionale "Società civile per il NO nel Referendum costituzionale", ha aperto la campagna referendaria per il NO alla riforma dell'Ordinamento Giudiziario" è quanto si legge in una nota.
"Hanno introdotto l'incontro, gli interventi di Mario De Grazia pres. del Comitato, la presidente della Corte d'Appello di Potenza Gabriella Reillo, Alfonso Marcuzzo segr. reg. FLC - CGIL, Alessandro Astorino, presidente prov. Acli, NicolinoPanedigrano Avvocato. È seguito un interessante dibattito con vari e qualificati interventi. La divisione delle carriere dei Magistrati - spiegano - non è il cuore della riforma. Essa esiste già ed è assolutamente ininfluente".

"Il vero cuore della riforma - precisano - è costituito: dallo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, dalla creazione dell'Alta Corte disciplinare, dallo stravolgimento dell'organo di autogoverno della Magistratura. Tutto ciò costituisce una evidente lesione del principio costituzionale della divisione dei poteri, dell'autonomia e indipendenza dei Magistrati che hanno il compito di praticare, dichiarare e accertare il diritto, dirimere le controversie tra i cittadini, tra i cittadini e le Istituzioni e colpire i trasgressori della legge, siano essi cittadini comuni, politici o amministratori".
"Per fare questo, per essere imparziali, indipendenti e garanti di giustizia, debbono appartenere ad un Ordine autonomo e diverso dagli altri due poteri dello Stato e debbono essere governati da propri rappresentanti eletti direttamente e senza "sorteggio". Questo assurdo metodo non esiste in nessuna parte del mondo e mortifica non poco la professionalità e la competenza di tutti i magistrati, senza dire che tale impropria metodologia riguarda solo i membri "togati" mentre per i membri "laici", il metodo previsto è quello di un sorteggio all'interno di un elenco votato dal Parlamento secondo una procedura semplice e a maggioranza. Tutti hanno convenuto che questa legge di riforma non riguarda l'accelerazione dei processi penali e civili, non riguarda la giustizia come servizio da rendere ai cittadini, non sana i pochi e inevitabili errori dei giudici, ma serve solo alla politica e al potere esecutivo per condizionare la Magistratura e colpire la sua autonomia e indipendenza".
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