Lamezia, ex colleghi ricordano il professore Serafino Torcasio: "Cultore delle tradizioni popolari nella Manzoni"

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Lamezia Terme – “Apprendere la notizia della perdita del caro Serafino è stato per noi, suoi ex colleghi, fonte di grande tristezza e commozione”. È il ricordo della scuola Manzoni appresa la triste notizia della scomparsa del professore Serafino Torcasio, già docente di Lettere della scuola secondaria Manzoni. “È stato - lo ricordano - sempre attento ai bisogni dei ragazzi coinvolgendoli nelle attività folkloristiche musicali a lui molto care per favorirne l’integrazione al fine di un migliore apprendimento. Con il supporto di alcuni docenti aveva creato il Mini Gruppo Folk che tanto successo ha riscosso nei vari momenti piacevoli della nostra scuola. Il gruppo lo aveva chiamato “Chisti Simu” a sottolineare la schiettezza e la semplicità dei ragazzi che con tanto entusiasmo partecipavano alle varie manifestazioni. “Pacchiane e Pecurari” si esibivano con balli e canti in vernacolo legati alle nostre tradizioni popolari. Quante volte abbiamo cantato con loro “Bonasera N’tuniuzza”, “L’Uvicella”, “Tata ca muaru” e tante altre in un clima di festosa allegria! Spesso lo accompagnavamo nelle “tournee” come a Maiori per partecipare al Festival dei Gruppi Folkloristici dove abbiamo vinto il primo premio”.

“Instancabile, nonostante qualche problema di salute - evidenziano ancora i suoi ex colleghi - non si tirava mai indietro, collaborava con tutti e col suo fare scherzoso e schietto e con la sua chitarra creava sempre un clima di buonumore. Caro Serafino, ci mancherai tanto, ci mancherà il tuo sorriso, le tue battute dialettali, la tua chitarra che ci ha accompagnato nei numerosi viaggi d’istruzione, la tua voce, le tante canzoni degli anni ‘60/’70 cantate a squarciagola insieme ai ragazzi sul pullman al ritorno dei viaggi. Insieme ai vari Dirigenti che si sono succeduti abbiamo trascorso piacevoli anni in un clima di serenità, armonia e rispetto reciproco. Grazie di tutto Serafino, il buon Dio apprezzerà senz’altro il tuo laborioso operato”.

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