Lamezia, il presidente nazionale della Croce Rossa Valastro in visita ai comitati locali: “Servire l’umanità con fiducia e collaborazione”

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Lamezia Terme - Tocca Lamezia la visita del presidente nazionale della Croce Rossa Rosario Valastro ai comitati locali, vissuta dai volontari in un incontro molto partecipato alla presenza di numerose autorità civili e militari. Ad accogliere Valastro il presidente del comitato lametino di Croce Rossa Andrea Parisi, il presidente regionale Gianfranco Arcuri, la presidente del comitato di Amantea Ada Arrigucci. Presenti inoltre il viceprefetto aggiunto di Catanzaro Natascia Notarianni, il vicequestore di Lamezia Terme Concetta Gangemi, il comandante del Gruppo Carabinieri di Lamezia Terme tenente colonnello Gianluca Zara, il vicecomandante del II reggimento dell’esercito “Sirio” tenente colonnello Gino Fascetti, il capitano Gianluca Cipro della Compagnia Pronto Impiego del Gruppo Guardia di Finanza di Lamezia Terme, il comandante del centro di mobilitazione Calabria del Corpo Militare della Croce Rossa capitano Silvestro Passarelli, il Referente NAAPRO di Lamezia Terme sottotenente Simone Isabella Valenzi con il caporalmaggiore Salvatore Mamone, le sorelle Monia Costa e Teresa Ferrise, ispettrici di Catanzaro e di Lamezia Terme del Corpo delle Infermiere Volontarie.

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Dopo i saluti delle autorità il discorso accorato del presidente. “Non sono qui per darvi una ricetta sulla maniera migliore per servire il vostro territorio”, ha esordito Valastro, “Tutti finora hanno sottolineato l’importanza del lavoro di squadra, ed è giusto: è una necessità dei tempi.  Speriamo di aver chiuso con il senso di autoreferenzialità che spingeva a dire “quelli bravi siamo noi”: noi facciamo il nostro lavoro meglio che possiamo, insieme con le Istituzioni, per cercare di servire quanti più vulnerabili sia possibile, e riflettiamo su come i nostri volontari possano essere più vicini all’umanità sofferente, sia nelle emergenze che nella quotidianità”. Qui un richiamo ai cambiamenti climatici e ai rischi determinati dal maltempo e dagli eventi atmosferici, ma anche la sensibilizzazione nelle scuole, l’aiuto agli indigenti, il servizio ambulanze, la diffusione attiva dei principi del Diritto Internazionale Umanitario.

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“Tutto va fatto con la capacità di saper leggere il nostro territorio, perché ogni regione o città ha esigenze diverse ma la Croce Rossa è una, e condivide il motto “L’umanità a ogni passo” con il quale i nostri volontari hanno marciato il 2 giugno”. Poi un’amara considerazione. “Ci troviamo in un momento storico complicato. Per anni chi faceva attività solidaristiche era ben visto. Oggi è diventato quasi fastidioso. Sembra che chi vuole aiutare gli altri abbia sempre un secondo fine, e c’è anche meno aiuto, come se la sfiducia si fosse impadronita della gente. Purtroppo quella che discrimina le persone fragili o diverse dagli altri è sempre una comunità debole, che non sarà poi capace di affrontare un possibile evento calamitoso, cosa che sarà di svantaggio per tutti, anche per quelli che stanno bene. Importante in questo senso è dare l’imprinting già nelle scuole: più si previene più sarà facile il lavoro dopo”. Infine un passaggio sulla neutralità di Croce Rossa, e sulla fiducia. “Neutralità non è ignavia: è la nostra chiave per godere della fiducia di tutti. La Croce Rossa non parla: agisce. Ed è allora che fa vedere da che parte sta: dalla parte di chi in quel momento ha più bisogno. Solo così otteniamo la fiducia, quell’elemento che impreziosisce il nostro operato. Grazie alla fiducia delle istituzioni, delle associazioni del Terzo Settore, dei vulnerabili, dei donatori, noi possiamo continuare a fare il nostro servizio, anche nel silenzio. Ma questo non significa non far sentire la propria voce, soprattutto quando siamo fra di noi: un dubbio, una critica costruttiva, un perché devono essere espressi, perché solo attraverso il confronto e lo scambio di opinioni la nostra realtà durerà nel tempo”.

Giulia De Sensi

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