
Lamezia Terme – L’avvocato Italo Reale riflette, in una nota, sulla riforma della separazione delle carriere in vista del Referendum del 22 e 23 marzo:
"Voglio dedicare questa riflessione ai tanti lametini (e circondario) che attendono una sentenza civile che risolva un contenzioso che li affligge da anni (in particolare al mio amico Francesco che aspetta da più di 3 lustri). Voglio quindi far riferimento al mio (e Vostro Tribunale) per far comprendere come la legge per la separazione delle carriere sia una trovata pubblicitaria del Governo per non affrontare i problemi della Giustizia. Riassumendo: La Procura di Lamezia ha visto l’assenza di più i 2/3 dei magistrati assegnati ed oggi attende ancora la nomina del Procuratore. La sezione penale del dibattimento penale sta per essere messa a risposo dal momento che, uno dei Giudici, è stato spostato all’Ufficio Gip, vista l’assenza per maternità della titolare, e l’atro diventerà Giudice del fallimento per trasferimento del precedente. Si prevedono altri trasferimenti, uno dei due Giudici del Lavoro, e solo negli scorsi giorni, si sono riempiti i vuoti degli spostamenti in altra sede, di diversi Giudici del Civile. Un fatto straordinario? No! Si tratta della normalità perché il tribunale di Lamezia è un Ufficio Giudiziario di passaggio dove Giovani di Prima nomina, spesso molto bravi, iniziano la loro carriera per trasferirsi dopo i primi 4 anni senza che vi sia una sostituzione immediata. Quindi nel periodo di vuoto, i fascicoli fanno belle cataste che si aggiungono a quelle precedenti che cominciavano a ridursi per l’impegno di chi arrivava. Non so precisamente quante siano le pendenze per ogni magistrato, (forse 7/800 fascicoli) che sono una sorpresa poco piacevole per chi arriva con le migliori intenzione, ma pensava di iniziare un percorso “normale”. Una riflessione particolare meritano i Ragazzi dell’Ufficio del Processo, assunti per aiutare i Magistrati a scrivere più sentenze ed a scriverle meglio, in parte sono impegnati nelle cancellerie a sostituire il personale amministrativo che è andato in pensione e non è stato reintegrato ed attendono la definizione definitiva della loro posizione. Errore gravissimo questo (ovviamente che nasce dalla necessità) perché i Giovani laureati dell’Ufficio del processo possono dare una svolta sui tempi delle decisioni aiutando i Giudici nella riflessione sui problemi delle cause e nella stesura delle sentenze. Quindi avremmo bisogno di concorsi per gli amministrativi e di un incentivo (magari definendo il Tribunale di Lamezia come sede disagiata) per convincere i Giudici da rimanere oltre i 4 anni e, “pretesa assurda” che le Magistrate in maternità vengano sostituite, subito per il periodo di astensione. Debbo dire che ho assistito a questo miracolo al Tribunale di Milano ma evidentemente ciò non vale per la “Calabria Saudita”. Nessuna di queste questioni è affrontata dalla riforma del Centro Destra e la separazione delle carriere è uno specchietto delle allodole per distrarre l’attenzione ( e la rabbia) dei malcapitati che hanno a che fare con la giustizia, dai problemi reali. Ed invece ne crea altri che si possono sintetizzarsi nella ulteriore diversificazione che vi è tra avvocati e Pubblici Ministeri sulla capacità delle prove raccolte di diventare sentenza di condanna. Differenza che vi è anche tra Pubblici Ministeri e Giudici decidenti che si concretizza nelle percentuali altissime di assoluzione che vogliono dire che il processo doveva fermarsi molto prima. Quindi No! per affrontare veramente i problemi della Giustizia, per non far pagare ai cittadini i ritardi del Governo, per una giustizia rapida e giusta”.
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