Lamezia, servizio civile alla Progetto Sud: "Esperienza molto formativa per i ragazzi"

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Lamezia Terme - Scade alle 14:00 del 10 febbraio prossimo il termine di presentazione delle domande per il servizio civile nazionale, aperto a ragazzi e ragazze fra i 18 e i 28 anni che per 12 mesi vogliano fare un’esperienza formativa nel sociale. A Lamezia è storica in questo senso l’offerta di Comunità Progetto Sud, che quest’anno dà la disponibilità di 16 posti per volontari del servizio civile, dislocati in gruppi di due nelle sue varie realtà dedicate al supporto delle disabilità e all’integrazione delle persone migranti: “Sintonia”, “Luna Rossa”, “Dopo di noi”, il Centro per l’Autismo.

“Sono centri che necessitano di un servizio di animazione culturale e assistenza umana” spiega il responsabile per il Servizio Civile della Comunità Roberto Gatto. Secondo la sua testimonianza, negli ultimi anni si è registrato un calo d’interesse da parte delle giovani generazioni per l’esperienza del servizio civile, in parte dovuta probabilmente alla pandemia e ad una crisi motivazionale legata alla crisi economica. “Innegabilmente il numero delle richieste negli anni precedenti era più alto, ed era più forte la motivazione a interpretare quest’opportunità come un servizio e non come semplice supporto temporaneo al reddito, o preparazione al lavoro. Oggi è stata introdotta dal Ministero una parte obbligatoria di formazione, e questo è positivo. Ma è anche stato tolto il valore dei titoli preferenziali che spingevano ad esempio a indirizzare verso realtà sociali complesse persone impegnate in percorsi di studio attinenti, come quelli da psicologo o da assistente sociale. Spesso questi ragazzi rimanevano legati alle nostre realtà anche dopo la fine del percorso, e anche questo succede di meno. Bisogna ricordare ai nostri giovani che il servizio civile è un’esperienza utile per tutti, di grande valore formativo al di là di come si sviluppi il percorso futuro di ogni ragazzo. Soprattutto perché si crea una relazione positiva con le persone con cui si entra in contatto, e questo diminuisce il timore dell’altro e cambia il nostro modo di percepire il mondo”.

Giulia De Sensi

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