Lamezia, studenti alle prese con gli esami di maturità: tensione e tante emozioni davanti ai cancelli

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Lamezia Terme - Hanno un po’ di tensione negli occhi ma sorridono e a parole sono sereni i ragazzi lametini che stamattina si sono assiepati davanti gli Istituti superiori della città in attesa di entrare a sostenere la prima prova degli esami di Stato, un varco obbligato verso il futuro in cui si convogliano sogni, ansie e speranze che, a quanto sembra, la crisi degli ultimi anni non ha spento. “Stamattina, per la prima volta dall’inizio della scuola, il primo squillo di sveglia è riuscito a svegliarmi” dice ridendo una ragazza davanti all’Istituto “De Fazio”.

“La tensione si sente, ma la prova che temiamo di più è senza dubbio quella d’Istituto, nel nostro caso Economia e, per chi ha un po’ d’ansia, l’orale”. Qualcuno, sempre alla Ragioneria, spera nell’uscita di Verga alla prova scritta d’Italiano. Allo Scientifico ci si augura preferibilmente Svevo, o al massimo una traccia d’attualità. Più temuto D’Annunzio. Nessuno ha passato la notte sui libri, un’abitudine ormai sconsigliata dagli esperti: al massimo un breve ripasso serale, e poi fuori sul corso o nei locali con compagni e professori. “Ieri sera eravamo tutti qui davanti, ci siamo dati appuntamento, c’era un sacco di gente, un po’ da tutte le scuole”, racconta una ragazza del “Galilei”. Ma alle 23:30 a casa a dormire per potersi svegliare freschi la mattina dopo, magari con una bella tisana e la melatonina. Per quanto riguarda i pronostici sull’esito della prova, si respira molta leggerezza: “Siamo tutti ottimisti, e dobbiamo esserlo”, dice una studentessa del “Fiorentino”. “Ormai siamo arrivati qui, e comunque vada sarà un successo”. 

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E dopo? Più del 90% degli intervistati propende per la scelta universitaria, preferibilmente fuori sede. Le Facoltà più quotate al Classico sono Medicina, Psicologia, Lettere e Giurisprudenza, ma c’è anche qualcuno che vuole sposare la sua passione extrascolastica e fare il Conservatorio. Medicina e Psicologia vanno per la maggiore anche allo Scientifico, dove però qualcuno vuole fare anche l’insegnante o il pedagogo. Non di meno, anche se con qualche eccezione, si parte per l’Università dalla Ragioneria o dall’Alberghiero, dove in realtà non tutti pensano di proseguire l’indirizzo della scuola superiore che hanno scelto. Qualcuno lo esclude categoricamente, con un po’ di rammarico, qualcuno sorride perché ha già le idee chiare. “Durante il percorso ho capito che volevo studiare Lingue”, dice una studentessa del “De Fazio”, e la sua collega propende, assecondando il trend, per Psicologia. Qualcuno vuole andare subito fuori – Torino, Napoli, Roma, Milano –, qualcuno resterà a Catanzaro per la Triennale, ma ha già deciso di spostarsi per la Specialistica. Nessuno sembra ancora troppo scoraggiato quando si tocca il tema del lavoro. “Io francamente voglio formarmi fuori, ma spero dopo di venire a lavorare qui”, dice una ragazza, “Non voglio lasciare la Calabria: voglio partire per tornare”.

Giulia De Sensi

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