
Lamezia Terme - “Marinella bella” (seguita da “Quelli che…”, “Richetti Fc”, “Jamu s.e.” e “C’è da spostare una Panda”) è la squadra vincitrice del II memorial “Nunzia Costanzo” che si è svolto nei giorni scorsi al campo di calcetto della parrocchia San Raffaele, organizzato dalla parrocchia ed azione cattolica del SS Rosario.
Di seguito il ricordo di Maria Claudia Ciranni fatto ad apertura del memorial “Benvenuti a tutti, e grazie di essere qui. Perdonatemi se leggo, ma andare a braccio, sarebbe stato difficile. L'emozione avrebbe stroncato le parole. Siamo qui oggi per ricordare una persona speciale: Nunzia. Una persona che ha lasciato, in chiunque l’abbia conosciuta, un segno profondo, non con grandi gesti o parole altisonanti, ma con qualcosa di molto più raro e prezioso: la costanza e silenziosa presenza di chi sa esserlo, sempre, con il cuore. Nunzia Costanzo è stata catechista, educatrice di Azione Cattolica, maestra, ma anche figlia, sorella, moglie e mamma. Una donna che ha saputo tenere insieme e mirabilmente, con grazia e amore, le redini della propria vita, di quella familiare e del servizio alla comunità, senza che l'una togliesse mai nutrimento all'altra. La sua dolcezza non era debolezza, era forza. La sua simpatia non era superficialità, era il dono di saper conquistare le persone, di farle sentire accolte. La sua solarità era contagiosa, il suo sorriso capace di illuminare le giornate più grigie. E la sua disponibilità, totale e autentica, era il modo in cui ogni giorno, tra la gente, lei viveva concretamente la sua fede".
"Perché la fede, per Nunzia, non era un’appendice della vita. Non era riservata alle ore di chiesa o ai momenti solenni. Era il respiro di ogni giorno. Si percepiva nel modo in cui accoglieva le persone, nel tempo che donava agli altri, nella cura con cui seguiva chi le era affidato. Era una fede fatta persona, fatta di presenza, di ascolto, di gesti concreti. Una fede che non aveva bisogno di essere comunicata per sentirla, bastava stare vicino a Nunzia per esserne avvolti. E questa fede l'ha sostenuta anche nei momenti più duri, anche durante la strenua lotta contro la malattia che troppo presto ce l'ha portata via. Nunzia ha continuato ad essere se stessa. Ha affrontato tutto con una dignità e serenità che ci ha lasciati attoniti e, al tempo stesso, profondamente commossi. Come se quella fede che aveva coltivato e trasmesso per tutta la vita fosse diventata, nei momenti più difficili, il suo rifugio più sicuro. Nunzia ha dedicato tanti anni della sua vita alla Parrocchia del Rosario, servendola con fede e generosità: ha camminato con i giovani, ha accompagnato le famiglie, ha seminato germogli che continuano a produrre alimento in chi ha avuto la fortuna di incontrarla. Ed è proprio dalla Parrocchia del Rosario, in particolare dai ragazzi del dopo cresima e dall’Azione Cattolica che nasce la volontà di rinnovare questo memorial che oggi si trova alla sua seconda edizione. Io oggi parlo non solo a nome della comunità parrocchiale, ma anche a nome di chi, come me, ha avuto l’onore di condividere la fede con Nunzia. Lei è stata mia catechista ed educatrice del gruppo di azione cattolica del quale tutt’ora faccio parte e che oggi rappresento. Il segno che ha lasciato in me è qualcosa che porto ogni giorno nella mente e nel cuore. So che non sono la sola perché chiunque abbia conosciuto Nunzia, anche per poco tempo, sa di cosa parlo. C'è qualcosa di lei in ognuno che ha incontrato, formato, accompagnato".
"Questo memorial nasce anche dalla gratitudine di chi sa di aver ricevuto qualcosa di grande e vuole, in qualche modo, perpetuarlo e diffonderlo. Tutto è stato possibile dalla collaborazione di più persone. In particolare, voglio ringraziare Angelo e Greta, che mi hanno concretamente aiutato ad organizzare il torneo con impegno e dedizione. Ringrazio Aurora, amica di Nunzia, che accompagna i ragazzi del dopo Cresima nel loro cammino e per aver creduto e sostenuto questa iniziativa. Questo torneo di calcetto è di piccole proporzioni, lo sappiamo. Non ha la pretesa di essere un grande evento. Ma è nostro, è vero, ed è fatto con lo stesso spirito con cui Nunzia affrontava le cose: con semplicità, con cuore, con la certezza che anche i piccoli gesti, se fatti con amore, hanno un grande valore. Abbiamo pensato di fare anche qualcosa che andasse oltre le parole. Che lasciasse un segno, come lei lo ha lasciato in ciascuno di noi. E allora ci è sembrato giusto che il modo migliore per onorarla fosse quello di fare del bene, concretamente. Infatti il ricavato di questo torneo sarà interamente devoluto all'ACMO (Associazione Calabrese Malati Oncologici). Troverete una cassetta per un'offerta libera, anch'essa destinata interamente all'ACMO. Ogni contributo, piccolo o grande, è la propria partecipazione alla realizzazione anche di un grande progetto. Dell'attività dell’associazione ci parlerà tra poco Anna Maria Colosimo, altra amica di Nunzia, che ringraziamo per la sua presenza oggi e che vive questa realtà in prima persona. Crediamo che le parole più vere siano quelle di chi è testimone".
"Un pensiero di sincera gratitudine va a chi ha reso possibile tutto questo. Concedetemi qualche altro ringraziamento Alla nostra comunità parrocchiale per averci sostenuti e permesso di essere qui oggi, in particolare ringraziamo Don Giuseppe Gigliotti, vice parroco della Parrocchia del Rosario, per aver contribuito attivamente all'organizzazione di questa giornata, per la vicinanza e il sostegno che non ci ha mai fatto mancare. Ringraziamo la Parrocchia di San Raffaele e Don Giuseppe Montano per averci aperto le porte di questo campo con generosità e fratellanza. È bello vedere come, quando si vuole fare del bene, le comunità si ritrovino unite. Ringraziamo di cuore gli sponsor che con generosità hanno garantito i premi per il torneo: il vostro sostegno è stato fondamentale e ci ha permesso di dare a questa giornata la forma e la dignità che merita. E grazie a voi tutti — a ogni persona presente oggi. Essere qui significa che Nunzia ha lasciato un segno, direttamente o indirettamente, anche nella vostra vita. E questo, ne siamo certi, le avrebbe fatto enormemente piacere. Voglio concludere con le parole di qualcuno che, come Nunzia, ha saputo vivere la fede come servizio concreto agli altri. Don Tonino Bello scriveva: "La speranza non è ottimismo. È qualcosa di più. È la certezza che vale la pena seminare, anche se non vedremo il raccolto." Nunzia ha seminato tanto. Con la sua vita, con il suo esempio, con la sua presenza. Il raccolto lo stiamo vedendo oggi, in ognuno di noi, in ogni gesto di bene che nasce dal suo ricordo sicuri che ogni giorno futuro sarà sempre più ricco di questi frutti. Don Tonino diceva anche che bisogna avere il coraggio di "sporcarsi le mani con la storia". Nunzia lo ha fatto ogni giorno, silenziosamente, fedelmente. E noi vogliamo seguire i suoi insegnamenti. Adesso è il momento di giocare, di stare insieme, di ridere e scherzare pensando a Nunzia, che di stare in mezzo alla gente ne aveva fatto una vocazione. Grazie, Nunzia. Per tutto quello che sei stata. Per tutto quello che continui a essere, in ognuno di chi, come noi, ti porta nel cuore".
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