
Maida - Nei giorni scorsi sono iniziati lavori per il recupero di Palazzo Vitale, antico immobile situato nel centro storico di Maida. Lo annunciano, in una nota, dal Movimento civico “Libertà è Partecipazione” evidenziando che “si tratta di un intervento atteso da quasi 30 anni, da quando cioè l’importante edificio fu acquistato e acquisito al patrimonio comunale per poi essere completamente abbandonato a se stesso”.
“Ci sono voluti dieci anni di attivismo - rendono noto - di “Libertà è Partecipazione” e l’attenzione dell’amministrazione Paone per riuscire in un obiettivo che sembrava ormai irraggiungibile. L’intervento odierno è possibile grazie alla partecipazione del Comune di Maida ad un bando ministeriale pubblicato nell’agosto del 2021 denominato “fondo per la cultura”. Due i passaggi fondamentali e gli atti ufficiali senza i quali oggi non staremmo neanche a parlarne. Il primo passaggio si riferisce alla delibera di giunta nr. 130 del 25.08.2021, voluta fortemente dal sindaco e dall’amministrazione allora in carica, per approvare il progetto esecutivo rimodulato del palazzo e finalizzato appunto a partecipare al bando “fondo cultura”. Il secondo passaggio, il decreto del Segretario Generale ministeriale del 12 gennaio 2022 (rep n° 2) e la conseguente firma della convenzione regolante i rapporti tra il Ministero della Cultura e il Comune di Maida, sottoscritta il 18/02/2022 dall’allora sindaco Salvatore Paone. Un finanziamento ministeriale di 800.000 euro da completare con una partecipazione comunale, un investimento complessivo di un milione di euro. Unico comune calabrese finanziato con quella misura ministeriale, terzo in graduatoria nell’intera area Sud.
Le somme saranno sufficienti a mettere in sicurezza l’immobile, a recuperare la parte strutturale, il tetto (ormai quasi del tutto crollato), il piano terra e, salvo imprevisti, una parte del primo piano. Occorreranno dunque in futuro ulteriori finanziamenti per recuperare interamente la costruzione, in particolare i piani superiori, ma intanto grazie ai lavori in corso si scongiura definitivamente (e non è poco, dopo decenni di menefreghismo) il pericolo di perdere quello che rappresenta un simbolo importante della storia locale”. Palazzo Vitale è stato costruito dopo il terremoto del 1783, probabilmente su commissione di Don Gregorio Vitale. È una costruzione su tre livelli. Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all'architetto ed urbanista Ermenegildo Sintes, allievo di Luigi Vanvitelli, l’architetto che progettò la Reggia di Caserta.
“Il pensiero di tutti noi - proseguono dal Movimento civico - va al compianto Franco Papitto, tra i fondatori e già candidato sindaco del nostro movimento, ricordando come egli, sin dalla campagna elettorale del 2012, con efficaci articoli e comizi in piazza, riuscì a portare le disastrose condizioni dell’immobile all’attenzione dell’opinione pubblica locale, facendo riflettere tutti sul grande patrimonio che si stava perdendo. Ecco cosa egli scriveva già nel 2012 in un suo articolo dal titolo “hanno distrutto palazzo Vitale: “Hanno provocato la distruzione di un bene inestimabile. Il Palazzo ha resistito per più di due secoli, ha sopportato terremoti ma non è sopravvissuto all’incuria e alla disattenzione dell’ultimo proprietario, il Comune di Maida. Palazzo Vitale fu comprato con i soldi pubblici, cioè soldi di tutti i cittadini. Ma i cittadini di Maida non ne hanno tratto alcun beneficio. Chi ci ha guadagnato allora? Quel che ne resta è al centro di Maida: un ammasso di rovine, un buco nero, un monumento che ricorda a tutti l’incapacità di governare degli amministratori che si sono succeduti negli anni.” In quell’articolo Papitto parla di “una brutta storia” che oggi finalmente finisce con l’inizio dei tanto attesi lavori di recupero”.
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