Sinergia tra procure e Asp contro la violenza di genere: coinvolto anche il tribunale di Lamezia

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Catanzaro – Nasce il tavolo permanente tra procure e Azienda sanitaria di Catanzaro per coordinare azioni e interventi contro la violenza di genere. A firmarlo stamattina i vertici delle diverse articolazioni istituzionali, a partire dal commissario dell’Asp, Antonio Battistini, il procuratore capo di Catanzaro, Salvatore Curcio, per la procura di Lamezia il magistrato Fiorella Todisco, e Rita Tartaglia per la procura del tribunale dei minorenni. "È un atto di grande valore sociale - ha spiegato Battistini nel corso di una conferenza stampa - rivolto a persone che hanno subito traumi familiari profondi. Le istituzioni vogliono contribuire a tutelare le vittime, spesso minori. È un percorso che produrrà degli effetti positivi sul territorio. Si stanziano risorse aggiuntive per creare un tavolo congiunto per la presa in carico di chi subisce abusi e anche facilitare la denuncia. Si agisce in tutte le fasi dal sostegno alla protezione".

E il fenomeno della violenza contro le donne, soprattutto all’interno delle mura familiari, è crescente e certificato dai dati raccolti dall’Asp: nel 2024 nella provincia di Catanzaro si sono registrati 212 episodi di maltrattamenti, 41 violenze sessuali, 187 casi di atti persecutori.

"L'intervento delle procure – ha spiegato Curcio - che è repressivo, spesso arriva tardi. Si crea oggi una sinergia fra tutti gli apparati dello Stato per garantire la necessaria assistenza alle vittime. Auspichiamo che arrivino molte più denunce e che non ci siano errori di sottovalutazione da parte delle vittime, che spesso minimizzano fenomeni di violenza. Nella fase preventiva i servizi sociali giocano un ruolo fondamentale nel percepire forme di disagio familiare". Il patto precede specifici interventi per coordinare le istituzioni e creare dei percorsi integrati per l’accoglienza e l’assistenza socio sanitaria delle vittime all’interno dei Consultori, l’attivazione di una linea diretta tra strutture sanitarie e uffici di procura in modo soprattutto da abbattere i tempi della burocrazia, il rafforzamento a Lamezia del percorso “Rosa bianca” all’interno dell’ospedale, una stretta collaborazione fra consultori e centri antiviolenza.

"Il fenomeno della violenza, non solo racchiusa in ambito familiare - ha affermato il sostituto procuratore di Lamezia, Todisco - è sempre più diffuso. Ci deve essere una saldatura tra le varie articolazioni dello Stato. È fondamentale l'emersione del fenomeno, spesso le denunce vengono ritirate per paura, le vittime vanno incoraggiate e sostenute. Infine, è necessario restituire speranza nel futuro. A Lamezia la procura sta lavorando molto nell'ascolto delle persone offese, non limitandoci ai resoconti scritti".

G.V.

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