
Lamezia Terme - Un modo per rendere omaggio alle donne che hanno fatto la storia dell’avvocatura lametina, le targhe consegnate al termine dell’evento formativo tenutosi presso l’Aula Garofalo del Tribunale di Lamezia Terme, intitolato “Donne nell’Avvocatura tra diritto naturale e diritto positivo – profili deontologici”. La conferenza, introdotta dai saluti dell’avvocato Giuseppe Pandolfo, presidente COA di Lamezia Terme, della dottoressa Angelina Silvestri, presidente della sezione penale lametina, del dottor Giovanni Garofalo, presidente del Tribunale di Lamezia Terme, è stata moderata dall’avvocato Mariannina Scaramuzzino, presidente del Comitato per le Pari Opportunità e vicepresidente della sezione lametina dell’ONDIF, e ha avuto come relatori l’avvocato Roberto Rocca, consigliere distrettuale di disciplina CDD di Catanzaro, e l’avvocato Angela Davoli, presidente della rete CPO della Calabria e vicepresidente del CPO di Lamezia Terme.

Quest’ultima, al termine di un intervento incentrato sulla parità di genere nell’ambito della professione forense, ha reso un quadro vivido dell’esperienza lavorativa e della storia delle quattro donne cui è stato dedicato l’importante riconoscimento: Rosa Bennato, prima donna iscritta all’Albo degli Avvocati di Lamezia Terme; Domenica Amaddeo (detta Niki), primo consigliere donna dell’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme; Francesca Zaccaro, primo presidente donna – nonché creatrice – del CPO (Comitato per le Pari Opportunità) del Tribunale lametino; Dina Marasco, primo presidente COA (Consiglio dell’Ordine degli Avvocati) dello stesso Tribunale. Nata nel 1932 a Motta Santa Lucia da una famiglia contadina, Rosa Bennato viene costretta a interrompere gli studi da adolescente durante il secondo conflitto mondiale, ma riesce presto a conseguire la Maturità Classica e poi da privatista il diploma Magistrale. Già insegnando, si iscrive a “La Sapienza” di Roma dove consegue la Laurea e l’abilitazione al mestiere forense e nel ’67 si iscrive all’albo lametino degli avvocati, in seguito a quello di Catanzaro. Nell’80 entra nel Consiglio Comunale di Motta Santa Lucia ricoprendo anche l’incarico di vicesindaco. Scomparsa nel 2019, dopo una vita esemplare di moglie, madre, docente e giurista, riceve oggi il premio consegnato alla figlia Nunzia Letizia Carino, giudice di pace nello stesso Tribunale.
Domenica Amaddeo, per tutti semplicemente Niki, viene ricordata invece come “un’avvocato e una donna di grande riservatezza, dolcezza ed eleganza, e una professionista di pregio, coerente nelle scelte di vita e lontana da qualunque ipocrisia, dedita al lavoro prima che a sé stessa”. Diventa primo consigliere donna dell’Ordine degli Avvocati nel 1990, seguita poi dall’avvocato Aclesia Perri, si impegna politicamente durante l’amministrazione Lo Moro e dedica il tempo libero all’associazionismo – WWF, FAI, Associazione Archeologica Lametina, Slow Food. Si allontana dalla vita pubblica nella malattia “per evitare di sottoporre gli amici a quell’evidente sofferenza, dimostrando ancora una volta la propria grande delicatezza: una scelta a volte non condivisa ma sempre rispettata”. Ritira il premio per lei l’avvocato Vincenzo Visciglia. Francesca Zaccaro, avvocato e consigliere dell’Ordine a Lamezia Terme, dove esercita la professione per circa 20 anni, istituisce nel 2005 all’interno dello stesso Tribunale il Comitato per le Pari Opportunità, uno dei primi in Italia, prima ancora che la legge li rendesse obbligatori, e ne diventa il primo presidente.
Al termine del suo discorso di premiazione, nel quale ricorda i colleghi scomparsi, avvocati Mauro, Sirianni, Cataudo, consegna, quali documenti storici, l’Atto Costitutivo, il primo Regolamento, e il Protocollo d’Intesa sul Legittimo Impedimento, relativi al CPO di Lamezia Terme. Infine, riceve il premio Dina Marasco, che iscritta all’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme nel ’94, nel quadriennio 2019-2022, in piena emergenza sanitaria, è il primo presidente donna del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati lametino. Si impegna in numerose iniziative, in particolare nel sostegno ai colleghi in situazioni difficili o di disabilità, e promuove la creazione di una sede più ampia per il COA presso i locali dell’attuale biblioteca forense. “Non mi sono mai soffermata sul fatto di essere un avvocato donna, o di essere la prima donna presidente del COA di Lamezia” ha detto nel discorso conclusivo, “ma ora mi stupisco di come si sia dovuto aspettare il 2019 per avere lì una presenza femminile, e della necessità di istituire il CPO per affermare una cosa da sempre per me così scontata come la parità di genere. Aspetto davvero il giorno che non ce ne sarà più bisogno. Ci tengo comunque a sottolineare che il primato delle donne premiate non dipende solo dal loro personale valore ma dal lavoro silenzioso di tutte le altre donne che le hanno precedute, anche di quelle che non ci sono più. Dunque è con tutte loro che lo condivido”.
Giulia De Sensi




© RIPRODUZIONE RISERVATA
