
Nocera Terinese – Un gruppo di consiglieri comunali di opposizione del comune di Nocera Terinese, Antonio Macchione, Gianluca Filandro, Serafino Mastroianni e Sonia Rocca, intervengono in merito all’emergenza idrica che persiste da tempo nel comune costiero.
“Pur ricoprendo il ruolo di opposizione - fanno sapere - avevamo scelto, con grande senso di responsabilità e mettendo da parte ogni legittima contrapposizione politica, di offrire la nostra piena disponibilità all’Amministrazione per contribuire alla risoluzione del gravissimo problema idrico che da mesi sta mettendo in ginocchio l’intera comunità nocerese. Una scelta compiuta esclusivamente nell’interesse dei cittadini, delle loro crescenti preoccupazioni e delle loro legittime istanze, che tuttavia è rimasta del tutto inascoltata e priva di qualsiasi riscontro concreto. Con profondo rammarico prendiamo atto che, rispondendo alla nostra formale istanza, il Sindaco ha manifestato la volontà di procedere in totale solitudine, escludendo non solo le forze di opposizione, ma di fatto anche la cittadinanza tutta da un necessario momento di confronto pubblico, aperto e trasparente. Una decisione che mortifica il ruolo del Consiglio Comunale, sede naturale e autonoma della discussione democratica, soprattutto quando è in gioco un servizio pubblico essenziale come quello idrico, la cui assenza incide pesantemente sulla vita quotidiana delle persone”.
Secondo i consiglieri “la convocazione di un Consiglio Comunale aperto, da noi proposta con spirito costruttivo e di collaborazione, avrebbe rappresentato un’occasione fondamentale per i cittadini di porre domande dirette agli amministratori e, in particolare, ai rappresentanti della SORICAL. Sarebbe stato il contesto più idoneo per ottenere risposte chiare e precisare quali sono gli impegni in prospettiva futura su una problematica che non può più essere liquidata con annunci generici o rassicurazioni di facciata. Resta difficile comprendere l’atteggiamento di estrema chiusura al confronto democratico adottato dal Sindaco, una chiusura che di fatto ostacola l’emersione di eventuali responsabilità riconducibili alla SORICAL e che riduce l’intera vicenda a una spiegazione semplicistica, quasi esclusivamente legata alla generale carenza idrica. Una lettura riduttiva e che appare il frutto della scelta di non volere andare oltre una ricostruzione prudente e parziale dei fatti, evitando così di approfondire e chiarire le cause strutturali e le responsabilità reali di una crisi che dura ormai da troppo tempo”.
Infine, sostengono come “la decisione di escludere ogni forma di condivisione, partecipazione e trasparenza rappresenta l’ennesima occasione persa per fare piena chiarezza e, soprattutto, per restituire fiducia a una cittadinanza stremata, che continua a subire le conseguenze di una gestione percepita come opaca, insufficiente e lontana dai reali bisogni del territorio”.
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