Lamezia, l'amarezza dei giostrai dopo lo stop: "Veniamo qui da decenni, vogliamo solo lavorare"

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Lamezia Terme - Giostre spente o quasi, niente risate e divertimento. Dopo il botta e risposta tra la consigliera Pd Vescio e il Comune, anche i giostrai raccontano la loro versione dei fatti sullo stop alle attrazioni durante i giorni della Fiera di San Biagio, tra delusione, amarezza e la richiesta di poter semplicemente lavorare. “Vogliamo lavorare” è il loro grido. Vengono da più parti della Calabria: Crotone, Catanzaro, Cosenza e alcuni anche da Laterza.

“Ci sono state delle leggere incongruenze - spiega un giostraio che si reca a Lamezia ormai da oltre trentanni - ma sembravano essere state superate. Successivamente c’è stata una diatriba tra commissione e uffici e quindi non siamo riusciti ad andare avanti. La prima sera abbiamo aperto e presentato una SCIA, che però è stata bocciata, e ora stiamo aspettando un miracolo divino, anche se non penso che arriverà. Se non ci volevano, bastava dirlo prima. Personalmente sono venuto cinque volte in questo periodo a Lamezia per preparare tutto”.

Il giovane giostraio ricorda che veniva a Lamezia con il nonno ed ora è lui a portare avanti questa attività con sacrifici ma anche tanta passione. “Arriviamo tutti da lontano e veniamo qui per lavorare - afferma un'altro - non per divertirci. A mio avviso è stato fatto un errore di valutazione che poteva essere risolto facilmente. C’erano delle discrepanze durante la commissione che erano già state risolte, ma non hanno voluto aiutarci né sistemare la situazione. Nel momento in cui sono emerse le discrepanze ci siamo attivati subito per sistemare tutto. Durante la commissione hanno sistemato mentre noi eravamo in ufficio, ma purtroppo non hanno voluto farlo fare. Ieri abbiamo ricevuto un verbale perché abbiamo provato ad aprire, perché vogliamo lavorare. Noi, dal punto di vista della legge, siamo tutti a posto: se c’è un problema interno è giusto che se lo risolvano tra loro, senza coinvolgere noi. Volevano solo lavorare. Questo è il discorso”. 

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