Ricordati gli appuntati dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo nel Reggino

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Reggio Calabria - Sono stati ricordati, a Palmi ed a Scilla, gli appuntati scelti dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, vittime di un agguato di 'ndrangheta nella notte del 18 gennaio del 1994 in provincia di Reggio Calabria, lungo l'autostrada. "Gli appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, effettivi all'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Palmi, durante un servizio esterno - si afferma in una nota diffusa dal Comando provinciale di Reggio Calabria dell'Arma - insospettiti da un'auto, si avvicinarono per effettuare un controllo. Fu allora che dalla vettura vennero sparati numerosi colpi di arma da fuoco all'indirizzo dei militari, che furono feriti mortalmente. Le successive indagini consentirono di ricondurre l'agguato a una strategia criminale, propria delle cosche di 'ndrangheta calabrese e della mafia siciliana, che negli anni '90 fu particolarmente aggressiva nei confronti delle istituzioni e dei loro rappresentanti".

"Stamattina, in occasione del trentaduesimo anniversario del duplice omicidio - si aggiunge nel comunicato - i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, alla presenza del generale di Divisione Riccardo Sciuto, comandante della Legione Carabinieri 'Calabria' e di autorità civili, militari e giudiziarie, assieme ai familiari delle vittime, hanno ricordato i loro colleghi caduti nel vile attentato. La commemorazione ha avuto inizio a Palmi, nella chiesa di San Rocco, con la messa in suffragio dei militari caduti officiata da monsignor Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina - Palmi, per poi proseguire, con una deposizione di una corona d'alloro, nell'area di sosta dell'autostrada prima dell'uscita di Scilla, ove fu perpetrato l'attentato e dove oggi si trova il monumento alla memoria dei due carabinieri. I militari e i familiari non hanno mancato, anche quest'anno, di fare sentire la loro presenza, a testimonianza dell'inscindibile vincolo che lega nel tempo i militari in servizio, i commilitoni caduti nell'adempimento del dovere e le famiglie che hanno perso i loro cari".

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