Salute mentale, Cesare Perri: "In Calabria ritardi e sprechi, liste d'attesa infinite e strutture mai attivate"

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Lamezia Terme – In una Lettera Aperta indirizzata ai rappresentanti nelle istituzioni comunali e regionali, Cesare Perri, già Direttore di un Dipartimento di salute mentale, richiama l’attenzione sui ritardi assistenziali nel settore della salute mentale e sullo spreco delle risorse.   

“Sempre più ‘disperse’ nel futuro sono le liste di attesa nei Centri di salute mentale e pressoché inesistenti sono le Comunità terapeutiche pubbliche che - si legge nella lettera aperta - avrebbero dovuto garantire le attività riabilitative e risocializzanti. Riporto alcuni dati e immagini esplicative che ci dovrebbero far ‘rivoltare’ se riflettiamo su quanti bisogni socio-assistenziali restano inevasi con il conseguente gravame sulle famiglie. Sono bene che questo è un settore in sofferenza fra tanti ma è quello più ignorato. È delegato alla cura degli ‘ultimi’. Almeno (e giustamente) dell’emergenza se ne parla”.

Dunque, sostiene Perri: “a seguito della chiusura degli ospedali psichiatrici la Regione Calabria stanziò 32 miliardi di vecchie lire (erano altri tempi!) per garantire che nessun cittadino restasse senza una adeguata assistenza, con i Centri di salute mentale e i Servizi psichiatrici ospedalieri raccordati all’interno degli istituendi Dipartimenti di salute mentale. Furono programmate ben 55 strutture semiresidenziali o residenziali (comunità alloggio, case famiglia e comunità terapeutiche). Ciò avvenne attraverso le risorse di cui all’art. 20 della legge n.67 del 1988 che autorizzava le regioni a sviluppare “un programma pluriennale di investimenti in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico e di realizzazione di residenze per anziani e soggetti non autosufficienti per l'importo disponibile 30.000 (trenta mila!) miliardi di lire. Poiché “pluriennale” nell’amministrazione del “bel paese” può avere anche il significato di “secolare” la regione Calabria ha utilizzato ha ricevuto e continua a ricevere risorse da quel fondo per specifici progetti ospedalieri e di ammodernamento tecnologico come è il caso della costruzione di nuovi ospedali (della sibaritide ecc) mentre non si riesce a far funzionare per carenza di operatori quello di Lamezia. Le comunità terapeutiche furono distribuite su tutto il territorio regionale con una programmazione dell’Assessore alla Sanità Rocco Trento cui partecipai. Furono in gran costruite ma quasi nessuna è funzionante e ne avverto anche un personale fallimento”.

Si ferma poi a citare quelle del Distretto socio-sanitario del lametino, ma sostiene Cesare Perri: “la situazione è analoga in quasi tutti i distretti calabresi. 

In dettaglio:

La Comunità Terapeutica (Gli albori, siamo nel 1988) nella ex scuola di contrada Crapuzza in Decollatura. Nacque da un progetto che avevo sviluppato grazie alla disponibilità del sindaco di Decollatura Eugenio Adamo. Fu inaugurata in pompa magna (come altre) da massimi rappresentanti nazionali e regionali… era la prima in Calabria e restò aperta per un solo mese…  Disturbava! In seguito la Regione stanziò uno specifico finanziamento di 160 milioni di lire che non furono utilizzati. 

La struttura di Conflenti in Località Plastine (300 m.q): inaugurata e mai attivata. (ceduta al comune nel 2009). 

La struttura di Gizzeria in Località Campolenzo (300 m.q.). Mai attivata e in abbandono... una villa con uno splendido orizzonte… vi si respira la brezza del mare. 

La struttura di San Pietro a Maida in Via Dietro le Vigne (190 m.q.) Arredata e due volte inaugurata, ha funzionato per un periodo come ambulatorio e diurno: chiusa. 

La struttura di Platania in Località Cimini 250 m.q.: non completata.  

Con risorse aggiuntive della stessa legge finanziaria fu costruito in Decollatura un Poliambulatorio (650 m.q.). Vi era allocato con l’utilizzo di più di metà dei locali il Centro di salute mentale del distretto del Reventino. Vi prestava servizio una equipe multidisciplinare con attività riabilitative e occupazionali diurne (pranzo, serra, sala giochi, tv, ecc.) e con la collaborazione gratuita di una associazione (New day) di familiari di utenti. Con l’abolizione del distretto fu soppresso”

In conclusione, Perri riporta i dati sulla salute mentale del Ministero della Salute: “alla fine del 2024, le persone in carico ai 5 Dipartimenti della Calabria, nel 2023, erano 17.636, mentre circa 470mila persone (considerato il consumo di psicofarmaci) “conviverebbero con situazioni di disagio psicologico e disturbi mentali ‘sottosoglia’”. Dai dati sugli accessi nei Pronto Soccorso i calabresi per problematiche psichiatriche nel 2023 sono stati 15.407, ossia più di 40 al giorno. Oltre 164mila le prestazioni erogate in un anno dai servizi territoriali, di cui 8.385 a domicilio. Per quanto riguarda il personale, sempre secondo i dati i del Ministero, alla fine del 2024, aggiornati al 31 dicembre 2022, il personale dei dipartimenti di salute mentale della Calabria era di 423 unità, di cui 98 medici (41 dei quali psichiatri),  31 psicologi (uno ogni 43mila abitanti) 178 unità di personale infermieristico, 9 tecnici della riabilitazione psichiatrica, 11 educatori professionali, 31 Ota/Oss, 23 assistenti sociali, 13 amministrativi e 37 figure rientranti in altre categorie. Si tratta di  circa 34,4 operatori ogni 100.000 abitanti. Questo valore è significativamente inferiore agli standard nazionali raccomandati (pari a circa 83 ogni 100.000 ab.). Per i pensionamenti il numero si è ulteriormente ridotto. Nel Centro di salute mentale di Lamezia gli psicologi erano 8, ora sono due. Obbligatorio, per chi può il ricorso al privato. Non deve sorprendere se perfino il Servizio psichiatrico nell’ospedale di Vibo Valentia è chiuso per carenza di personale tant’è che spesso anche per un paziente in TSO bisogna girovagare per tutta la Calabria”.  

Infine, Cesare Perri, già Direttore di un Dipartimento di salute mentale e ha anche coordinato in passato, all’Assessorato regionale della sanità, il superamento degli ospedali psichiatrici, segnala “che la problematica per la quale maggiori sono le inadempienze è quella dei disturbi del comportamento alimentare sui cui mi soffermerò prossimamente con un progetto nel lametino realizzabile in breve tempo per la presenza di risorse aggiuntive... se qualcuno mi ascolta. Oppure anch’esse resteranno inutilizzate”. 

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