
Lamezia Terme – Si dimostra più complessa del previsto l’acquisizione di alloggi da destinare alle famiglie rom che al momento vivono all’interno della baraccopoli di Scordovillo. L’Aterp ha in questi giorni aperto uno sportello informativo all’interno del Comune – che sarà attivo ogni venerdì – per dare informazioni a tutti i potenziali venditori di immobili, che l’agenzia dovrà acquistare. E’ attivo, infatti, uno specifico bando – che scadrà il prossimo 1 marzo – per acquistare immobili da ristrutturare o da destinare a residenza nel territorio comunale di Lamezia e nei Comuni delle immediate vicinanze per il reinserimento abitativo delle famiglie rom.
I precedenti bandi, per ora, hanno portato all’acquisto di una trentina di immobili ma ne mancano all’appello almeno altri 60. Ecco perché nelle scorse settimane in Comune si è tenuta una riunione alla quale hanno partecipato anche i titolari di agenzie immobiliari, con l’obiettivo di velocizzare e fluidificare procedure e tempistica. L’incrocio fra domanda e offerta, infatti, non è semplice dal momento che l’obiettivo è quello di evitare nuove forme di ghettizzazione, per cui non potranno essere acquistati più appartamenti in una stessa unità immobiliare, in più le offerte non sono state molte finora. All’esame di Comune, Regione e Aterp anche la possibilità di utilizzare alcuni immobili confiscati e affidati al Comune.
Il censimento sulle famiglie da ricollocare ha stabilito che sono circa 90 i nuclei che dovranno essere trasferiti da Scordovillo. Soltanto quando tutti gli immobili saranno acquisiti, potrà partire lo sgombero e la successiva bonifica. Ad oggi sono in corso di esecuzione i lavori di bonifica nella zona esterna, soltanto quando il campo sarà vuoto potrà partire lo smantellamento vero e proprio, per quale – fra l’altro – saranno necessario ulteriori fondi da reperire nelle pieghe del bilancio regionale. Parallelamente, vi è poi tutto il lavoro che riguarda l'inclusione sociale, con la realizzazione di interventi che spaziano dai laboratori educativi e creativi per minori, all'attivazione di laboratori didattici e creativi nelle classi, orientamento e supporto alla ricerca di lavoro, favorire la conoscenza delle opportunità e della burocrazia per rom che volessero promuovere forme di auto-imprenditoria, laboratori socio-sanitari per nuclei familiari. Si tratta di un intervento della durata di 36 mesi e che è stato affidato nei mesi scorsi alla onlus Progetto Sud come capofila di un’Ati e che è affiancata anche da due assistenti sociali messi a disposizione dal Comune.
G.V.
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