
Soveria Mannelli - Arrivata, in consiglio regionale, la "legge salva-ospedali" per il potenziamento dei presidi in aree montane e disagiate. La proposta, avanzata da Succurro (Occhiuto Presidente), mira a rafforzare quattro strutture montane: Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli.
Il presidente del Comitato del Reventino, Alessandro Sirianni, parla di un “fatto storico”. E, in una nota, afferma: “Il 29 gennaio non è stata una data qualsiasi. Era il giorno cerchiato in rosso da settimane, quello verso cui stavamo camminando passo dopo passo. E quando è arrivato, ci ha trovati pronti. Puntuali, determinati, uniti. Proprio come il comitato “La Cura” sa essere. La Proposta di Legge per la riqualificazione dei quattro ospedali montani non era più solo un’idea, un sogno condiviso nelle riunioni e nei confronti tra cittadini: era diventata un obiettivo concreto. Reggio Calabria distava centosettanta chilometri, ma la strada fatta fino a quel momento pesava molto di più… ed era tutta sulle nostre spalle. Le delegazioni di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli si sono incontrate a Rosarno, prima tappa di una giornata che sapevamo sarebbe rimasta nella memoria. C’era emozione, sì, ma anche quella concentrazione silenziosa di chi sa di star facendo qualcosa di importante. Un caffè veloce, gli ultimi dettagli sistemati, uno sguardo d’intesa… e si riparte”.
“All’arrivo al Consiglio Regionale - racconta Sirianni - ci ha accolti un clima che non sempre si associa alla burocrazia: disponibilità, rispetto, attenzione. Tutto si è svolto con una fluidità quasi sorprendente. In poco più di mezz’ora, l’iter si è concluso. E in quell’atmosfera così cordiale, quasi dispiaceva voltare le spalle e andare via. Ma fuori da quelle stanze ci aspettava la consapevolezza più grande: il primo passo era stato compiuto. Si leggeva negli occhi di tutti. Nelle strette di mano, nei sorrisi trattenuti, nei sospiri di sollievo. Perché quello che abbiamo avviato non è una pratica qualsiasi. È qualcosa che riguarda il diritto alla cura, la dignità dei territori montani, il futuro delle nostre comunità. Io lo chiamo senza esitazione: un fatto storico”.
Adesso si apre una nuova fase, prosegue Sirianni: “Tra una decina di giorni, quando i moduli saranno vidimati, inizierà la raccolta firme. E lì entreranno in gioco loro, i veri protagonisti: i cittadini. Con una firma potranno trasformare questa proposta in una voce forte, collettiva, impossibile da ignorare. Quattro ospedali. Un solo traguardo. E un’intera comunità pronta a camminare insieme. Un pensiero va al dottore Laino, il vero protagonista che oggi avrebbe voluto esserci, ma la salute non l'ha permesso”.
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