È morto il giornalista calabrese Michele Albanese, era sotto scorta dal 2014 - Reazioni

albanese15.27.15_7e1a3.jpg

Cosenza - È morto nell'ospedale di Cosenza il giornalista Michele Albanese, redattore del Quotidiano del Sud e collaboratore dell'Ansa. Aveva 66 anni. Albanese era uno dei giornalisti più esperti in materia di 'ndrangheta e punto di riferimento per tanti colleghi non solo in Calabria ma a livello nazionale. Nella sua lunga carriera si è occupato prevalentemente di cronaca nera e giudiziaria e la scorta gli era stata assegnata dopo che, da un'intercettazione, era emerso che c'era un progetto della 'ndrangheta per ucciderlo.

A causa delle minacce subite delle cosche della Piana di Gioia Tauro, su richiesta della Dda di Reggio Calabria il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica della prefettura aveva disposto il provvedimento. Albanese era anche molto impegnato nel movimento antimafia e con l'associazione Libera di don Ciotti. Per l'Ansa ha seguito le principali inchieste di 'ndrangheta. Nella sua carriera ha collaborato anche con altre testate. Viveva a Cinquefrondi, nella città metropolitana di Reggio Calabria. Lascia la moglie Melania e le due figlie Maria Pia e Michela. 

Reazioni

Occhiuto: "'La Calabria perde un validissimo professionista"

"A nome della Giunta regionale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Michele Albanese e mi stringo alla sua famiglia e alla comunità del 'Quotidiano del Sud'. Michele è stato un giornalista arguto, mai banale, capace di trattare temi estremamente delicati con rigore ma allo stesso tempo con grande amore per la sua Calabria. Con lui avevo un rapporto franco e schietto, con periodici confronti sul futuro della Regione, sulle opportunità di crescita, e sullo sviluppo del Porto di Gioia Tauro. La Calabria perde un validissimo professionista. Mancherà tanto a tutti noi". Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

Irto (Pd): "Con Albanese la Calabria perde una voce autorevole e indipendente"

"La scomparsa di Michele Albanese colpisce la Calabria nel profondo. Con lui se ne va un giornalista libero, coraggioso e puntuale, che ha interpretato l'informazione come servizio alla verità e alla comunità. La nostra regione perde una voce autorevole e indipendente, che ha subito molto dalla 'ndrangheta e che non ha mai ceduto di fronte alle intimidazioni e alle difficoltà". Lo afferma in una nota il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria. "Michele - sottolinea il parlamentare - ha pagato un prezzo molto alto per il suo impegno civile e professionale. Ha vissuto sotto tutela e ha sopportato pressioni e sacrifici personali, ma ha mantenuto la schiena dritta e la potenza della parola. Ha raccontato la Calabria con coraggio, equilibrio e amore, senza sconti e senza timori. In un contesto difficile, Michele ha difeso la dignità del giornalismo e il diritto dei cittadini a essere informati".  "Per me - aggiunge Irto - la sua scomparsa è anche un dolore personale. Perdo un amico, una presenza leale, una persona di grande umanità e onestà intellettuale. Alla sua famiglia va il mio abbraccio più sincero. La Calabria - conclude il senatore dem - gli deve molto e ha il dovere di custodirne la memoria e l'esempio". 

Cirillo: "L'impegno di Albanese ha rappresentato un presidio di libertà e di verità"

"La scomparsa di Michele Albanese priva la Calabria di una voce autorevole e di un professionista che ha saputo raccontare con rigore, passione e senso di responsabilità il nostro territorio". Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, esprimendo il proprio cordoglio per la morte del giornalista Michele Albanese. "Il suo impegno nel mondo dell'informazione - prosegue Cirillo - ha rappresentato un presidio di libertà e di verità, sempre orientato alla tutela della dignità della persona e alla difesa dei valori democratici. Alla famiglia, ai colleghi del Quotidiano del Sud e all'intera redazione del giornale, va la vicinanza mia e dell'intero Consiglio regionale della Calabria". 

Il sindaco ff di Reggio Calabria Battaglia: "Se ne va una voce libera e potente del giornalismo calabrese"

"Con grande commozione e sincero dolore apprendo della scomparsa di Michele Albanese, giornalista di rara integrità e figura di riferimento per la cronaca calabrese. Albanese è stato molto più di un giornalista: è stato un intellettuale impegnato, una coscienza critica del nostro territorio, una voce libera anche dopo le minacce ricevute, che lo hanno costretto a vivere sotto scorta. Con lui se ne va una voce libera e potente del giornalismo calabrese. In questo momento di grande tristezza, esprimo la mia vicinanza e quella dell'intera Amministrazione comunale alla famiglia di Michele Albanese, ai suoi cari e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare al suo fianco. Lo ricorderemo perché il suo esempio e il suo impegno civile possano rimanere patrimonio nella memoria anche per le nuove generazioni".

Libera Calabria: "Un vero cronista di strada che ha saputo leggere il territorio e le dinamiche del potere mafioso"

"Con la scomparsa di Michele Albanese, la Calabria perde un giornalista tutto d'un pezzo, un vero cronista di strada che ha saputo leggere il territorio e le dinamiche del potere mafioso. Il suo impegno contro le mafie è stato il naturale frutto dell'amore per la sua terra, i suoi articoli, come lo scoop sull'inchino della statua della madonna delle Grazie alla casa del boss Giuseppe Mazzagatti a Oppido Mamertina, restano un esempio di informazione approfondita e coraggiosa. Ciao Michele, ti abbracciamo nella vicinanza a tutte le persone che ti hanno voluto bene a cominciare dalla tua splendida famiglia, a cui va una carezza affettuosa" è quanto si legge in una nota della Segreteria regionale Libera Calabria.

Ruotolo (Pd): "Albanese era un giornalista vero"

“Michele Albanese era uno di quei giornalisti veri, giornalisti-giornalisti, che lavorano in silenzio nelle terre più difficili del Paese. Nella piana di Gioia Tauro ha raccontato con coraggio ciò che molti preferivano non vedere, pagando un prezzo altissimo: per una sua inchiesta la ’ndrangheta lo aveva messo nel mirino. La sua morte ci addolora profondamente. Come comunità del Partito Democratico siamo vicini alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene. Michele era uno dei 29 giornalisti sotto scorta, tra i primi a essere protetti dallo Stato. Ha vissuto lontano dai riflettori, affrontando ogni giorno le difficoltà di chi continua a fare informazione libera in una piccola comunità, sotto tutela e sotto pressione. Il suo impegno per la legalità e per il diritto dei cittadini a essere informati è stato un punto di riferimento per tutti noi. Sta anche a noi, oggi, non disperdere il valore del suo lavoro e continuare la battaglia per la verità e la libertà di stampa”. Così Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare.

Figec: "Albanese ha incarnato il vero giornalista in terra di frontiera"

 "Michele non è stato solo uno stimatissimo collega, è stato un amico, un fratello, un uomo che con la sua passione e la sua saggezza ha sempre incarnato il vero giornalista che, in una terra di frontiera come la Calabria, piuttosto che piangersi addosso si è sempre rimboccato le maniche alla ricerca della verità e, soprattutto, nel tentativo, quasi sempre disperato, di dare una soluzione ad ogni problema". Lo scrive il segretario generale del sindacato giornalisti Figec Carlo Parisi su Giornalistitalia. "Michele - prosegue - non si è mai tirato indietro quando c'è stato da combattere, mettendoci la faccia, in nome del diritto e della tutela dei cittadini e dei colleghi. Lo ha fatto da cronista, nelle sue mille battaglie per denunciare i soprusi e gli orrori della 'ndrangheta; lo ha fatto da sindacalista, sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei colleghi. Nei comitati di redazione, nel sindacato: prima nella Fnsi e dal 28 luglio 2022 nella Figec di cui è stato tra i promotori e fondatori, ma soprattutto meglio di chiunque altro ha ricoperto l'incarico di consigliere nazionale con delega alla legalità. È stata sua l'idea, suggerita all'allora ministro dell'Interno Marco Minniti, di istituire al Viminale il 'Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti'". "A testimonianza del suo impegno e del suo valore - conclude Parisi - nell'ottobre 2015, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo aveva nominato Cavaliere al Merito della Repubblica 'Per aver affermato il valore della legalità e della libera informazione in un contesto con forte presenza criminale'".

Polimeni: "Albanese giornalista con la schiena dritta, rigoroso e appassionato"

"Michele Albanese era un giornalista con la schiena dritta, rigoroso e appassionato, che ha raccontato la criminalità in Calabria senza piegare la testa, incurante delle minacce di morte ricevute dalla 'ndrangheta che lo costringevano a vivere sotto scorta da più di 10 anni. La sua scomparsa priva la nostra terra di un professionista serio e tenace, un vero esempio di senso civico e legalità. Alla famiglia rivolgo le più sentite condoglianze". Lo ha detto il presidente della commissione regionale contro la 'ndrangheta, la corruzione e l'illegalità diffusa Marco Polimeni. 

Forza Italia Calabria: "Penna sopraffina, una firma autorevole, un professionista di spessore e un uomo profondamente legato alla sua terra"

"La Calabria perde una penna sopraffina, una firma autorevole, un professionista di spessore e un uomo profondamente legato alla sua terra. Ecco perché, a nome di tutta Forza Italia, esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Michele Albanese, giornalista calabrese di grande professionalità e rigore, la cui scomparsa ha scosso tutto il mondo dell'informazione. Con il suo lavoro, Michele ha rappresentato un punto di riferimento per il giornalismo calabrese, distinguendosi per la caparbia dedizione alla ricerca della verità. Il suo scrivere, deontologicamente irreprensibile e sempre rispettoso dei fatti, ha contribuito in modo significativo al dibattito pubblico e alla crescita di una cultura dell’informazione libera e responsabile. La sua figura, infatti, è diventata un simbolo anche di lotta alla 'ndrangheta ed alla mentalità mafiosa. Forza Italia si stringe con affetto alla famiglia di Michele, a tutti i suoi cari, ai colleghi giornalisti ed a quanti hanno avuto il piacere di conoscerlo e apprezzarne le qualità umane e professionali." Così in una nota di cordoglio, Francesco Cannizzaro, Deputato reggino e Segretario regionale di Forza Italia Calabria.

Enzo Bruno: “Esempio di coraggio e libertà al servizio della verità”

“Con Michele Albanese se ne va uno tra i professionisti più seri, coraggiosi e autorevoli che questa regione – dove la ricerca e il racconto della verità non sono mai semplici né scontati – abbia mai espresso. Un giornalista, tra i massimi conoscitori del fenomeno criminale calabrese e delle sue ramificazioni nazionali e internazionali, che non ha mai fatto un passo indietro davanti alle minacce: è rimasto fedele solo e sempre ai suoi lettori e al dovere-diritto di raccontare i fatti, nomi e cognomi compresi”. Ad esprimere il cordoglio per la scomparsa del giornalista del “Quotidiano del Sud – l’Altra Voce”, Michele Albanese, è il consigliere regionale Enzo Bruno, vicepresidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa. “Quello che mi ha colpito di Michele, oltre allo spessore professionale e alla capacità di leggere il territorio e i fenomeni criminali come pochi altri, è stato il suo sorriso – afferma ancora Bruno –. Il peso delle responsabilità, dello stress, della vita segnata da limitazioni che ne condizionavano profondamente la libertà, non ha mai spento l’entusiasmo e la disponibilità all’ascolto. L’esempio e la storia di Michele Albanese restano un patrimonio di umanità e professionalità da preservare, così come il ricordo del suo valore e del suo coraggio”.

Cordoglio del sindaco di Taurianova Biasi: "Valori e indirizzi preziosi per tutti"

"Con la scomparsa di Michele Albanese il giornalismo calabrese, e della Piana di Gioia Tauro, perde un punto di riferimento imprescindibile per il rafforzamento della democrazia e la crescita del territorio. In questo momento di profonda tristezza, mi sento vicino alla sua famiglia e ai colleghi de Il Quotidiano del Sud nella elaborazione di un dolore che accomuna la Calabria degli onesti". Lo dichiara il sindaco di Taurianova, Roy Biasi, commentando la notizia della dipartita del cronista – che viveva da anni sotto scorta -  avvenuta stamattina nell'ospedale Annunziata di Cosenza, dove il giornalista di Cinquefrondi era ricoverato. 

"Manchera' a noi amministratori di questo territorio l'impulso e l'indirizzo che il lavoro di Albanese sapeva assicurare - prosegue il sindaco Biasi - quel punto di vista che, figlio delle notizie che dava, era sempre a difesa di una Terra che invece ha sempre sofferto per la scarsa attenzione quando non anche per i tradimenti politici. A nome mio e della Giunta, interpretando anche un pensiero assai diffuso in queste ore nella comunità di Taurianova, esprimo sentimenti di cordoglio ma anche la promessa che quei valori di legalità che Albanese ha professato possano continuare ad essere conculcati nella coscienza dell'opinione pubblica. Siamo tutti un p0’ più poveri oggi per la perdita del caro Michele, ma non viene meno in noi la certezza che la Piana migliore in cui egli credeva dipende dalle azioni di tutti e che come è stato un generoso maestro per tanti giovani giornalisti, ai quali ha insegnato a servire i cittadini con scrupolo e passione,  tanto gli devono anche i soggetti politici, gli amministratori e la classe dirigente della Piana di Gioia Tauro per il rigore con cui ha tentato di disegnare un destino migliore per la nostra gente".

© RIPRODUZIONE RISERVATA